Cruncheria, il format di pizza croccante da asporto ideato da Renato Bosco, continua con l’ambizione di portare il brand oltre il proprio territorio d’origine. Quattro locali tra Verona e provincia, un unico prodotto, il Doppiocrunch, e il franchising come leva di crescita. Le condizioni economiche, però, non sono pubbliche.
Il brand fa capo a Bosco Srl, la società di Renato Bosco, pizzaiolo veronese classe 1967 che lavora i lievitati da più di quarant’anni, già fondatore di Saporè. Con Cruncheria ha trasformato le sue ricerche sull’impasto in un format pensato per crescere nel settore della ristorazione in franchising.
Quattro locali nel Veronese e l’obiettivo di andare oltre
Oggi la rete conta quattro punti vendita, tutti in provincia di Verona. In città ci sono il locale di via della Costa, vicino a piazza Erbe, aperto nella primavera del 2025, e quello di via IV Novembre.
Fuori città, Cruncheria è presente a San Bonifacio, dentro il locale Il SignorLievito, e a San Martino Buon Albergo, il paese dove Renato Bosco ha avviato la sua attività. Per crescere fuori da questo perimetro, il brand ha scelto il modello di franchising.
Un solo prodotto, pensato per l’asporto
Il format ruota attorno al Doppiocrunch®, una pizza molto croccante fuori e morbida dentro, venduta soprattutto da asporto e a prezzi accessibili. Il menù si divide in ricette classiche, proposte stagionali e speciali, con ingredienti del territorio come il Monte Veronese.
Per l’affiliato, il monoprodotto semplifica il lavoro: le lavorazioni, dagli impasti alla cottura, sono raccolte in manuali operativi. L’insegna punta poi su uno stile pop e informale, e dichiara di aver scelto arredi, materiali e packaging a basso impatto ambientale.
Cosa offre la sede a chi apre
La sede accompagna l’affiliato dalla scelta del locale, con un’analisi geo-marketing, fino all’apertura di un punto vendita consegnato pronto all’uso. Seguono i corsi per lo staff, la fornitura di ingredienti e semilavorati e una comunicazione gestita a livello centrale.
Il modulo di candidatura dà un’idea del perimetro: superfici da 20 mq in su e budget dichiarati da meno di 80.000 euro a oltre 150.000 euro. Ai candidati la rete chiede spirito imprenditoriale e solidità finanziaria.
Una rete giovane, da valutare con i numeri alla mano
Il punto di forza è chiaro: un prodotto riconoscibile, firmato da un nome noto nel mondo della pizza. La rete però è ancora piccola e concentrata in una sola provincia, quindi i primi affiliati fuori dal Veronese faranno da apripista. Per un format costruito su un solo prodotto, la sfida sarà mantenere lo stesso standard in ogni nuovo locale.
Fee d’ingresso e royalties non sono indicate sul sito. Chi è interessato dovrà chiederle direttamente all’insegna, insieme al Documento di Informazione Precontrattuale che la Legge 129/2004 impone di consegnare almeno 30 giorni prima della firma. Le prossime aperture diranno se il Doppiocrunch funziona anche lontano da Verona.











