Basta Pidocchietti, il brand italiano della rete spagnola Sin Más Piojitos, cerca affiliati per i suoi centri anti pidocchi, a partire da Roma. Il format punta su un trattamento manuale senza insetticidi e su un ingresso leggero, ma in Italia la rete cresce piano: cinque centri in otto anni.
Ogni anno scolastico riporta lo stesso problema nelle famiglie con bambini piccoli. Per l’Istituto Superiore di Sanità la pediculosi è diffusissima e riguarda in primo luogo i bambini tra i 3 e gli 11 anni, insieme a chi vive con loro. Su questa domanda ricorrente si è costruita una rete internazionale: attiva dal 2010, dichiara oggi oltre 70 centri in nove Paesi. In Italia opera come Basta Pidocchietti.
Un trattamento manuale in 90 minuti, senza insetticidi
A differenza delle soluzioni da farmacia, di solito a base di insetticidi, nei centri non si usano prodotti chimici. La seduta dura in media 90 minuti.
Il lavoro si svolge in tre tempi. Prima un’aspirazione delicata toglie la gran parte degli insetti, poi una passata accurata con pettini professionali elimina le uova rimaste, infine un’operatrice verifica tutta la capigliatura sotto lente. A controllo superato la famiglia riceve un attestato per la scuola e torna dopo 7-10 giorni per una visita gratuita, che il brand presenta come garanzia del risultato.
Dalla Spagna a Mestre: il primo centro italiano nel 2018
Il brand opera nel settore dei servizi alla persona in franchising ed è arrivato in Italia all’inizio del 2018 con un centro a Mestre, aperto da Susana Reviejo, spagnola trapiantata in Veneto ed ex impiegata. Il franchisor le aveva fornito attrezzatura e una settimana di formazione.
“Trovo che questa formula sia adatta anche a chi comincia”, spiegava allora l’affiliata al blog del Sole 24 Ore. Oggi i centri attivi sono cinque: Mestre, Padova, Leinì alle porte di Torino, Grosseto e Catania.
Il franchising: zona esclusiva e accompagnamento dall’inizio
Al candidato non viene chiesta esperienza nel settore. La sede promette di affiancarlo dall’individuazione della città fino all’inaugurazione: il locale, che non deve essere di pregio, l’allestimento, le autorizzazioni, la formazione del personale e la promozione dei primi mesi. Ogni affiliato ottiene una zona in esclusiva.
Sul fronte economico il sito italiano parla di investimento contenuto, senza cifre. Le ultime condizioni pubbliche risalgono al 2018: quota d’ingresso di 9.800 euro, canone mensile di 180 euro e un locale di almeno 50 mq. Quelle attuali sono nel dossier riservato che il franchisor invia su richiesta.
Roma, banco di prova per la rete
Per la capitale il brand dichiara apertamente di cercare un affiliato: la scheda del centro romano non riporta ancora un indirizzo. Sarà un test utile per capire se il format regge in un mercato più grande e più affollato.
L’ingresso resta accessibile, con un locale piccolo e nessuna competenza specifica. Prima di firmare, però, conviene chiedere i risultati dei centri già aperti e verificare chi offre lo stesso servizio nella propria zona.











