L’ondata di attacchi informatici ai frigoriferi dei supermercati ha raggiunto la Sicilia, colpendo anche tre negozi in franchising del Gruppo Arena e alcuni punti vendita Coop gestiti dal master franchisee Radenza. Un caso che interroga le reti: la sicurezza degli impianti dell’affiliato diventa un tema da contratto.
Nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 novembre, i sistemi di telegestione dei banchi frigo di una ventina di supermercati siciliani sono stati manomessi a distanza. In alcuni casi le temperature hanno toccato i 50 gradi, e surgelati e freschi sono finiti tra i rifiuti.
Tra i negozi colpiti figurano quattro Coop (tra Catania, Palermo e Augusta), alcuni punti vendita Conad e tre affiliati del Gruppo Arena (VéGé).
Tre negozi in franchising su 200 colpiti nella rete Arena
Per il Gruppo Arena il danno resta circoscritto: tre punti vendita della rete in franchising, su circa 200 complessivi. L’amministratore delegato Giovanni Arena, anche delegato di Federdistribuzione per la Sicilia, ha indicato un elemento che pesa: quei tre negozi non avevano adottato fino in fondo le regole di sicurezza fissate dalla sede.
Il dettaglio sposta il discorso dal solo attacco alla governance della rete. Chi decide gli aggiornamenti degli impianti, chi li paga e chi ne risponde se l’affiliato resta indietro?
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Coop e Radenza, il master franchising alla prova
Sul fronte Coop, a gestire i negozi colpiti è il gruppo Radenza, master franchisee di Coop Alleanza 3.0 in Sicilia con circa 300 punti vendita. Il direttore generale Giuseppe Spadaro ha confermato attacchi in almeno tre negozi a Catania e uno a Palermo, scattati intorno alle 4 del mattino.
Il gruppo ha presentato denuncia alla polizia postale, ha avvisato l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e sta ancora quantificando i danni. Sui propri canali ha rassicurato i clienti: i negozi restano aperti e operativi.
Impianti datati e accessi esposti, i punti deboli
Dopo gli attacchi, l’ACN ha diramato un avviso agli operatori della distribuzione. Gli aggressori hanno avviato a distanza i cicli di sbrinamento e modificato i parametri degli impianti, interrompendo la catena del freddo.
Il copione è lo stesso già visto in Francia il 12 ottobre, poi in Belgio, Svezia, Olanda e altri Paesi europei. In Belgio il produttore di impianti Sabcobel ha ammesso che circa il 10 % dei suoi macchinari non era ancora stato messo in sicurezza.
Lo sapevi?
Secondo l’ACN, le vulnerabilità ricorrenti sono tre: installazioni obsolete, interfacce di amministrazione raggiungibili direttamente da Internet e autenticazione debole. Sono i primi punti da verificare con il proprio tecnico frigorista.
Governo e intelligence al lavoro, le reti attendono
Il 3 novembre il sottosegretario Alfredo Mantovano ha riunito a Palazzo Chigi i vertici dell’ACN e delle agenzie di intelligence. Anche il Copasir ha chiesto informazioni al governo. Nessuno ha rivendicato gli attacchi.
Per le reti in franchising della distribuzione, l’episodio è un banco di prova. Nelle prossime settimane sarà interessante capire se gli affilianti renderanno vincolanti gli aggiornamenti degli impianti e la messa in sicurezza dei sistemi remoti, e come si divideranno i costi con gli affiliati.











