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Il franchising per professione offre un modello di business già testato

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L’affiliazione si approfondisce all’università. Master e programmi executive a Milano e a Roma preparano professionisti e manager del settore.


Le reti in franchising hanno bisogno di persone preparate per affrontare le fasi di crescita e consolidamento. Consulenti, sì, ma anche manager specializzati da assumere e valorizzare, quando le dimensioni e il giro d’affari lo consentono. 

Queste figure professionali spesso si fanno le ossa sul campo, lavorando in altre aziende o in quella dell’affiliante, e applicano le loro competenze nel sistema dell’affiliazione. Ma non è l’unica strada, anzi. Una formazione professionale specifica ha portato altri Paesi, come la Francia, a uno sviluppo più rapido del franchising.

Per formare franchisor e franchisee, anche in Italia sono nati dei master e programmi executive, che si basano su un mix di preparazione teorica e contatto con gli addetti ai lavori.

Nel 2020, nell’Università Milano Bicocca, si è progettato un corso che integra università e impresa: il Maref Master in Management del Retail e delle Reti in Franchising. La prima edizione si è tenuta nell’anno accademico 21-22. La seconda nella primavera del 2023. Nelle prime due edizioni, sono stati formati 60 professionisti. Quest’autunno, dal 28 novembre 2025, partirà la terza edizione (iscrizioni entro il 18 novembre).

Professori e manager di reti in franchising propongono lezioni, esercitazioni, casi aziendali e testimonianze di retailer.

«Abbiamo anche rappresentanti di grandi aziende, come Corrado Cagnola, Ad di Kfc Italia, e Francesco Riganti, direttore marketing di Mondadori retail. Le lezioni non sono frontali. Ceo e direttori marketing portano case history di aziende, best practice da cui si traggono insegnamenti e competenze» spiega Nadia Olivero, professore in Marketing Management presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Diritto per l’Economia dell’Università di Milano Bicocca e direttore scientifico del Maref.

Il master è promosso da Federfranchising, federazione nazionale tra franchisor e franchisee, nata nell’alveo di Confesercenti, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, ma da quest’anno si affiancano anche Assofranchising e Confimprese, le altre due associazioni di categoria del settore, che condividono metodiche, obiettivi e promozione del corso, in un settore in cui la concorrenza si deve superare, facendo rete.

«Il master tratta temi attuali per il retail e fornisce strumenti indispensabili per operare su mercati nazionali ed esteri, promuovendo marchi identificabili e reti fondate sui principi di replicabilità e standardizzazione». Possono partecipare professionisti, se diplomati, e a studenti interessati a una carriera nel management del retail. Le lezioni sono realizzate da remoto e programmate in 6 weekend non consecutivi da 12 ore ciascuno (venerdì pomeriggio e sabato).

Il costo è 3000 euro, ma grazie ad alcuni franchisor potrebbero esserci borse di studio. «Alla fine del percorso, organizziamo un convegno con relatori noti, del settore. È un’occasione preziosa di networking fra i corsisti e i docenti. La partecipazione al master è in crescita, segno che si riconosce alla formazione un ruolo determinante. Il franchising è un motore di sviluppo che richiede competenze specifiche verticali».

Oltre a persone già impiegate nel retail e studenti che lavorano nella consulenza, c’è anche chi vuole cambiare ambito professionale. «Da questa edizione ci sarà una forte interazione con il Salone del Franchising di Milano e un incremento della partecipazione di coloro che desiderano autoimpiegarsi come franchisee.

Per loro il corso è una full immersion per cambiare vita, comprendere le dinamiche tra franchisor e franchisee, stabilire contatti diretti con gli affilianti».

Quest’anno si affronterà anche la formazione sulla gestione e la selezione del personale. «Nella tavola rotonda alla chiusura della scorsa edizione abbiamo presentato una ricerca universitaria sulle best practice per affrontare il quiet quitting, la perdita di motivazione, le dimissioni. Sono argomenti che interessano la selezione del personale nel franchising, dove è più difficile lavorare a distanza e in modo flessibile». Altri temi caldi saranno l’uso dell’A.I e degli strumenti tecnologici che supportano il retailer, anche nella scelta dei collaboratori.

«Siamo ancora arretrati. Certe attività, per esempio nel settore food, sembrano facili da avviare, eppure richiedono una sistematizzazione dei processi molto elevata. L’approssimazione è fallimentare» osserva Olivero. Ma conclude: «Il franchising crescerà: è un motore di sviluppo economico per la nostra Nazione e una via per l’autoimpiego, più agevole se aumenteranno le competenze manageriali».

Anche dalla Capitale arriva una proposta di approfondimento sull’affiliazione di 4 mesi, per professionisti con esperienza lavorativa, manager e imprenditori.

La Luiss Business School, scuola di alta specializzazione manageriale che fa capo alla Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli, ha organizzato il Franchising Management Executive Programme. La prima edizione partirà il 14 novembre. Costo: 4900 euro.

L’obiettivo è accelerare la crescita delle reti, anche su mercati internazionali. Sono previste le testimonianze di rappresentanti di aziende e professionisti da diversi settori, che condivideranno strategie, casi e pratiche, offrendo ai partecipanti occasioni di confronto e networking. Il corso è nato in partnership con Confimprese e VLV Capital, società di consulenza strategica specializzata nella crescita delle reti Franchising, delle Start-up e delle PMI innovative. 

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