Il 14 ottobre Tigros ha aperto a Borgomanero il suo novantesimo supermercato, il settimo nel Novarese. Una crescita costante che però resta chiusa agli aspiranti imprenditori: la catena varesina non propone il franchising. Ecco cosa racconta questa apertura a chi guarda al commercio alimentare in affiliazione.
Il nuovo punto vendita si trova in via Giacomo Matteotti, a Borgomanero, e ha alzato le serrande mercoledì 14 ottobre 2026. Con questa inaugurazione Tigros arriva a 90 supermercati, di cui 17 in Piemonte.
I numeri del cantiere sono quelli di un negozio di taglia media: 2.000 mq di vendita, 142 stalli per le auto e 45 dipendenti. Tutti arrivano da Borgomanero o dai comuni limitrofi, e la squadra ha in media 35 anni.
Il fresco prodotto in casa e i servizi digitali
Pane, focacce e dolci escono dai laboratori del gruppo a Cassano Magnago e raggiungono il negozio ogni mattina. È la base di un modello che Tigros controlla dalla produzione allo scaffale.
A Borgomanero i banchi freschi sono sei. L’ortofrutta conta oltre 400 referenze, la carne avicola e cunicola è soltanto di origine italiana e i laboratori sfornano più di 30 tipi di pane e focaccia.
Lo stesso approccio vale per il digitale. Accanto alle casse automatiche, il negozio attiva dal 21 ottobre il ritiro della spesa ordinata online, un servizio che Tigros rivendica di aver introdotto per primo in Italia nel 2014.
Una rete da 90 negozi che non passa dal franchising
Resta una precisazione, perché la domanda arriva spesso: non si può aprire un Tigros in franchising. Il sito ufficiale dell’insegna non presenta alcun programma di affiliazione e ogni nuova apertura viene comunicata come un supermercato del gruppo.
È una scelta che pesa. Molte reti della distribuzione alimentare accelerano grazie agli affiliati, che portano capitale e conoscenza del territorio. Tigros fa il percorso opposto: nato a Varese nel 1979, il gruppo avanza a piccoli passi, una provincia alla volta, tenendo in mano ogni punto vendita. Il risultato è una rete compatta, distribuita su 11 province tra Lombardia e Piemonte.
Chi vuole entrare nel settore della distribuzione alimentare in franchising con un’insegna nota deve quindi guardare alle reti che offrono l’affiliazione.
Cosa osservare nei prossimi mesi
Per chi valuta un progetto nel food retail, il caso Tigros è utile come termine di paragone. Mostra quanto conti, in un mercato affollato, la filiera del fresco e la vicinanza al cliente.
Sono proprio i criteri su cui misurare le reti in franchising della GDO: qualità della logistica, servizi digitali messi a disposizione degli affiliati, tutela della zona. Le prossime aperture del gruppo diranno se il Piemonte resta il principale terreno di crescita della catena.











