Il retail italiano si prepara a vivere il suo anno di espansione più significativo dal 2019: 5.963 nuove aperture previste nel 2026, in crescita del +5,9 % rispetto al 2025, con oltre 35.000 nuovi posti di lavoro. È la fotografia del settore scattata dal Centro studi di Confimprese in collaborazione con Global Strategy. Il dato più significativo: le reti in franchising crescono a un ritmo tre volte superiore rispetto alle gestioni dirette.
L’indagine annuale del Centro studi di Confimprese, realizzata con Global Strategy, condotta sulla quasi totalità della base associativa, restituisce un settore retail capace di reagire in un contesto macroeconomico ancora complesso. Il 97% degli associati dichiara di avere in programma nuove aperture nel corso dell’anno: un segnale di fiducia strutturale, seppur accompagnato da criticità che il settore deve ancora affrontare.
Quasi 6.000 nuove aperture e 35.000 posti di lavoro in arrivo
La distribuzione delle nuove aperture per comparto evidenzia la dinamica di ciascun segmento. Il cosiddetto «altro retail», che comprende arredamento, elettronica, cura della persona e palestre, guida la classifica con 2.892 aperture previste. Segue la ristorazione commerciale con 1.718 nuovi locali, mentre l’abbigliamento e gli accessori si attestano a 1.353 aperture, confermandosi il segmento più esposto alla contrazione dei consumi registrata nel 2025. Nel complesso, l’impatto occupazionale stimato supera le 35.000 nuove assunzioni, il livello più alto dalla prima edizione dell’indagine nel 2019.
Nuove aperture retail in Italia nel 2026
Incremento del +5,9 % rispetto al 2025, record dal 2019. Dato Confimprese/Global Strategy, aprile 2026.
Il franchising cresce tre volte più velocemente delle reti dirette
Il dato più rilevante dell’indagine riguarda il modello di sviluppo: le reti in franchising si espandono a un ritmo tre volte superiore rispetto alle reti a gestione diretta. Nel comparto abbigliamento e accessori, ad esempio, la crescita nelle gestioni dirette si ferma allo +0,5 %, mentre nel franchising sale al +5,7 %. Un divario che riflette la maggiore flessibilità del modello in franchising, capace di distribuire il rischio e accelerare la copertura territoriale senza richiedere investimenti diretti proporzionali.
I brand più attivi: da Burger King a Gruppo Teddy
Tra le insegne con i piani di sviluppo più ambiziosi per il 2026 emerge il Gruppo Teddy nel comparto moda, con 75 nuove aperture e circa 504 assunzioni. Nella ristorazione, Burger King guida la classifica con 30 nuovi locali e 300 nuovi addetti, seguito da Penta Group con il brand La Yogurteria (20 punti vendita, 105 assunzioni), BeFed Franchising (9 locali, 88 assunti) e Botega Caffè Cacao (4 aperture, 26 nuovi occupati). Queste cifre confermano la tendenza al posizionamento su segmenti a elevata rotazione e scalabilità operativa.
Consumi deboli e carenza di personale: le sfide da affrontare
Il quadro positivo deve tuttavia fare i conti con due fragilità strutturali. La prima è la debolezza dei consumi: il 60 % delle aziende associate dichiara di subire l’impatto della stagnazione della spesa privata, in aumento rispetto al 50 % del 2025.
La seconda criticità è la carenza di risorse umane: il settore stima un fabbisogno inevaso di circa 10.000 figure professionali, tra addetti alla vendita e personale di sala, un elemento che rischia di rallentare i piani di apertura. Parallelamente, 4 aziende su 5 hanno dichiarato investimenti in refitting dei punti vendita esistenti, segnale di un settore che cresce anche per via qualitativa.











