Fondato a Roma nel 2010 da David Campomaggiore, OroEtic nasce con un’idea precisa: valutare l’oro davanti al cliente, in tempo reale, senza che nulla avvenga fuori dalla sua vista. Oggi il brand conta 40 punti vendita tra aperti e di prossima apertura, oltre 11.000 recensioni Google e un fatturato medio per punto vendita superiore ai 2 milioni di euro l’anno. I 5 negozi diretti hanno chiuso il 2025 con oltre 27 milioni di euro di fatturato e per il 2026 si prevede di superare i 40.
A giugno 2026 OroEtic è stata tra le protagoniste del Franchising Forum di Rimini e ha da poco formalizzato l’ingresso in AssoFranchising: due segnali di una rete in espansione, in un settore anticiclico da 4 miliardi di euro.
Un nuovo evento dal vivo: OroEtic a Bologna il 6 ottobre
OroEtic organizza un secondo evento dal vivo il 6 ottobre a Bologna, con la presentazione del CEO David Campomaggiore e le testimonianze dirette degli affiliati della rete. Le iscrizioni sono aperte su bologna.oroetic.it.
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domande a david campomaggiore, ceo di oroetic

A giugno 2026 OroEtic è salita sul palco del Franchising Forum di Rimini. Qual è stato il messaggio che ha portato al settore?

Ho parlato di come si attirano gli affiliati giusti, e sono partito da un punto scomodo: oggi chi cerca un franchising è diffidente, e fa bene. E’ bombardato di promesse e di numeri gonfiati.
La fiducia non si conquista alzando la voce, si conquista con messaggi coerenti su tutti i canali, con prove che chiunque può verificare e parlando di quello che interessa a chi ti ascolta, non di quanto sei bravo tu.
Ho raccontato anche un nostro errore. Ad aprile a Milano abbiamo organizzato un evento gratuito: 100 confermati, 40 presenti. Da quei 40 sono arrivate 6 affiliazioni, quindi è andata bene, ma la lezione sul gratuito l’abbiamo imparata.
Ho chiuso con la frase che per me riassume il franchising: solo quando si vince in due si vince davvero.

A maggio invece è entrata in AssoFranchising. Cosa ha spinto a fare questo passo ora, e cosa cambia concretamente per la rete e per i vostri affiliati?

I motivi sono due.
Il primo è che la rete è diventata grande. Finché hai una manciata di negozi ti basta lavorare bene, quando arrivi a 40 punti vendita è il momento di darsi delle regole riconosciute, non solo scritte da noi.
Il secondo riguarda chi investe. Una persona che sta valutando di mettere i suoi risparmi in un negozio OroEtic ha il diritto di non doversi fidare solo della mia parola. Noi veniamo da un settore dove “fidati” non è mai bastato, e abbiamo costruito tutto sul far vedere le cose al cliente. Con gli affiliati vale lo stesso principio: abbiamo voluto che qualcuno di esterno guardasse dentro i nostri contratti e il nostro modo di lavorare.
Per chi è già nella rete cambia che fa parte di un franchising che ha accettato un codice di comportamento e un controllo che non si è dato da solo. Per chi sta decidendo se entrare è una garanzia in più, prima ancora di sedersi al tavolo con noi.

Avete un piano di espansione attivo? Quali sono le prossime aperture previste e ci sono regioni o città già in programma?

Sì, ed è il periodo più intenso da quando abbiamo aperto il franchising. Oggi siamo a 40 punti vendita tra aperti e di prossima apertura, di cui 14 già operativi, e l’obiettivo è arrivare a 50 entro la fine dell’anno.
Siamo partiti dal Lazio, poi sono arrivate Toscana e Lombardia, e adesso entriamo in Sardegna e Piemonte. Le prossime aperture sono a Cagliari, Torino, in diverse zone di Roma e dei Castelli Romani, a Milano, in Brianza e a Cantù.
Dalla firma all’apertura passano cinque o sei mesi, perché il negozio lo consegniamo chiavi in mano e sulla formazione non vogliamo correre.
C’è una cosa che mi fa piacere più dei numeri: diversi affiliati, dopo il primo negozio, ne hanno aperti altri. Konstantin è partito senza aver mai lavorato con l’oro e oggi sta aprendo il quinto. Per me è la prova più seria che il modello funziona. Le zone sono in esclusiva, quindi in alcune aree i posti stanno finendo sul serio.

Con i prezzi dell’oro ai massimi e il contesto di incertezza attuale, come sta andando il business?

Bene, e preferisco dirlo con i numeri. I nostri negozi diretti sono passati da 2 milioni di fatturato prima del Covid a oltre 27 nel 2025, e quest’anno ci aspettiamo di superare i 40.
Quando l’oro sale le persone aprono i cassetti: la catenina rotta o l’orecchino spaiato che anni fa valevano poco oggi sono una cifra che fa comodo. Quando c’è incertezza succede la stessa cosa, per motivi diversi.
E poi c’è l’altra faccia della medaglia: con Aurum24 vendiamo oro da investimento a chi vuole proteggere i propri risparmi. Detto questo, non mi piace raccontarlo come un bancomat.
Con queste quotazioni aumentano anche i tentativi di truffa e serve più liquidità per lavorare. É lì che un negozio da solo fa fatica, e una rete con procedure collaudate e una fonderia alle spalle fa la differenza.

C’è stato un episodio preciso che l’ha convinta che il settore avesse bisogno di un operatore etico?

Più che un episodio, è stato un bombardamento. In quegli anni il compro oro era l’attività boom del momento e i telegiornali mandavano in onda praticamente ogni giorno servizi su clienti truffati: bilance truccate, carature sbagliate apposta, prezzi inventati sul momento. Io ero dentro il settore da poco, venivo da sette anni in Alitalia, un mondo dove ogni procedura è scritta e verificabile, e guardavo quei servizi con un certo imbarazzo.
Lì ho capito una cosa che ha cambiato il mio modo di lavorare: le persone non volevano solo vendere oro, avevano bisogno di potersi fidare di qualcuno. Fidarsi e affidarsi. Nessuno nel settore glielo stava offrendo. Così abbiamo tolto il vetro divisorio, girato la bilancia verso il cliente, iniziato a fare i test davanti a lui. E ho scelto un nome che tenesse insieme le due parole che tutti consideravano incompatibili: oro ed etica.

La “Garanzia Tasche Piene”: come è nata e come hanno reagito i vostri affiliati quando l’avete introdotta?

E’ nata sui banchi di scuola, nel senso che per anni ho passato i weekend a studiare marketing in giro per l’Europa. Una delle cose che mi era rimasta in testa è l’inversione del rischio: il “soddisfatti o rimborsati” che in tanti settori è normale.
Mi sono chiesto perché nel nostro nessuno avesse il coraggio di farlo, e la risposta era semplice: perché avevano paura. Io invece ho pensato a chi vende la fede della nonna in un momento di bisogno e il giorno dopo si sveglia con il magone. Hai 48 ore: se ci ripensi ci riporti i soldi e ti ridiamo il tuo oro, senza domande.
Gli affiliati all’inizio reagiscono tutti allo stesso modo, con un po’ di timore. Si immaginano la fila di clienti che tornano indietro. Poi gli faccio vedere i dati: in tutti questi anni i casi si contano sulle dita di una mano. Chi è stato trattato bene non torna indietro. É una garanzia che non ci costa quasi niente e che vale più di qualsiasi pubblicità.

Come si gestisce il peso del pregiudizio, ogni volta che ci si presenta a un nuovo cliente o a un potenziale affiliato?

Non lo combatto, gli do ragione. Il pregiudizio sul nostro settore ha basi vere: negli anni del boom in Italia c’erano 28.000 licenze e dentro c’era di tutto. Io ho scelto di non difendere la categoria ma di spiegare alle persone i trucchi, uno per uno. L’ho fatto con Le Iene e le telecamere nascoste, a Mi manda Rai Tre, in un libro che regaliamo ai nostri clienti. Non tutti nel settore l’hanno presa bene.
Con il cliente funziona perché smette di sentirsi in svantaggio: sa cosa guardare e vede che da noi succede tutto davanti ai suoi occhi. Con il potenziale affiliato il discorso si rovescia: quel pregiudizio è la sua opportunità.
In un mercato dove la gente non si fida di nessuno, chi viene scelto per fiducia (e oltre 11.000 recensioni stanno lì a dimostrarlo) non ha bisogno di fare la guerra dei prezzi.

Qual è il profilo ideale di un affiliato OroEtic? L’esperienza nel settore è un vantaggio o può diventare un ostacolo?

Il nostro affiliato tipo è un imprenditore o un investitore, non un tecnico dell’oro. Cerchiamo persone che vogliono gestire un’attività guardando i numeri, non stare dietro al banco dieci ore al giorno. La maggior parte dei nostri non aveva mai toccato un grammo d’oro prima di iniziare, me compreso: io ho cominciato con Wikipedia e due giorni a guardare lavorare un amico gioielliere.
La tecnica si insegna, abbiamo un’Academy e un manuale di 150 pagine fatti apposta. Quello che non si insegna sono i valori, ed è lì che siamo selettivi sul serio.
L’esperienza può essere un vantaggio: abbiamo affiliati che venivano dal settore e hanno preferito non ripartire da soli. Diventa un ostacolo quando si porta dietro le abitudini del vecchio compro oro, perché quelle sono esattamente le cose che abbiamo passato quindici anni a smontare.
Scopri di più su OroEtic
Fondata nel 2010, OroEtic è la prima catena di compro oro etica e trasparente in Italia.
Il modello si basa su due strumenti concreti: il Sistema Oro Sicuro, con pesatura, test e valutazione eseguiti davanti al cliente in tempo reale, e la Garanzia Tasche Piene, che permette di ripensarci entro 48 ore (una garanzia unica nel settore).
Con una fonderia di proprietà, oltre 15 anni di know-how e negozi da 40 mq con costi fissi contenuti, OroEtic opera in un mercato anticiclico da 4 miliardi di euro, con un fatturato medio per punto vendita superiore ai 2 milioni di euro l’anno e nessuna chiusura dal 2018.













