MediaMarkt apre la propria rete agli imprenditori del commercio: in Germania potranno gestire un negozio dell’insegna da partner, senza comprare la merce. I primi punti vendita sono attesi a metà 2027, poi toccherà ad altri Paesi. In Italia, dove il gruppo opera come MediaWorld, per ora non è stato annunciato nulla.
L’annuncio è arrivato il 23 ottobre 2026. MediaMarktSaturn, la catena di elettronica di consumo che fa capo a Ceconomy, ha presentato un “programma partner omnicanale”. Con questo schema, un negoziante esterno al gruppo potrà guidare un punto vendita con l’insegna rossa, trasformando il proprio negozio o avviandone uno nuovo. Il progetto si rivolge a chi ha già alle spalle anni di commercio su strada.
Cosa guadagna il negoziante e a cosa rinuncia
Per un commerciante, il primo vantaggio è la forza di un brand che il cliente riconosce a colpo d’occhio, con tutto il peso commerciale di un grande gruppo alle spalle. A lui resta il lato umano del mestiere: la squadra da formare e guidare, la relazione con la clientela del quartiere, le iniziative di richiamo sul territorio.
Il prezzo da pagare è l’autonomia. Le leve che di solito fanno la differenza per un indipendente, cioè quanto far pagare un televisore, quali brand esporre, quando lanciare una promozione, vengono decise dalla sede. Il negozio diventa così un tassello di una rete pensata per funzionare in modo uniforme, online e offline.
Un modello senza magazzino, con molte domande aperte
Sul piano economico, le indiscrezioni pubblicate in Germania descrivono un partner che non investe nello stock: le vendite vengono registrate da MediaMarkt, che riconosce al gestore un compenso in parte fisso e in parte legato ai risultati. Il gruppo, da parte sua, non ha ancora diffuso cifre né condizioni contrattuali.
Per un candidato, il conto va fatto voce per voce: chi paga affitto e personale, quanto vale la quota variabile, quanto dura l’accordo e come se ne esce. In Italia resterebbe anche da capire con quale contratto un modello simile verrebbe proposto, dato che il franchising è regolato da una legge specifica.
La Legge 129/2004
In Italia la Legge 129/2004 disciplina l’affiliazione commerciale e impone al franchisor di consegnare il Documento di Informazione Precontrattuale almeno 30 giorni prima della firma.
Germania nel 2027, poi un’estensione internazionale
Il calendario indicato dalla stampa prevede le prime aperture a metà 2027 sul mercato tedesco, seguite da altri Paesi non ancora nominati. Il comunicato ufficiale non riporta date: criteri di selezione e procedura di candidatura sono in preparazione.
In palio c’è il controllo dei negozianti indipendenti, che in Germania sono oggi riuniti in grandi gruppi d’acquisto. La stessa partita potrebbe aprirsi anche in Italia, dove reti di indipendenti dell’elettronica come Euronics ed Expert presidiano da anni città medie e piccole.
In Italia MediaWorld cresce ancora con negozi diretti
Per l’Italia non c’è alcun annuncio. Il piano al 2030 presentato a settembre da MediaWorld per i suoi 35 anni punta su 153 negozi, una quota di mercato del 29,7 % e nuove aperture dirette: cinque entro fine anno, tra cui lo store Smart di piazza Gae Aulenti a Milano il 18 novembre, e da 12 a 17 nel 2027 a seconda delle fonti. Il franchising non compare tra le leve citate.
L’ipotesi però non è nuova. Nel marzo 2024 l’allora amministratore delegato, Guido Monferrini, aveva evocato a Largo Consumo l’apertura a nuove partnership, franchising compreso. Se il modello tedesco funzionerà, l’Italia, con i suoi formati di prossimità già avviati, potrebbe essere tra i candidati naturali. Chi segue i franchising dei negozi specializzati farà bene a tenere d’occhio le prossime comunicazioni del gruppo.











