Eataly cambia CEO dopo tre anni e mezzo: Andrea Cipolloni lascia la guida del gruppo e le sue funzioni vengono distribuite tra Gabriele Belsito, nuovo direttore generale per l’Europa, e un CEO per gli USA ancora da nominare. Nel 2025 i ricavi consolidati hanno raggiunto 706 milioni di euro (+3,3%), ma l’Ebitda si è contratto del 23%, con dazi e cambio dollaro-euro tra i principali fattori di pressione sul margine.
L’annuncio del 1° maggio 2026 segna una svolta nella governance di Eataly, il gruppo italiano specializzato nella ristorazione e nella distribuzione di prodotti alimentari di qualità. Andrea Cipolloni, alla guida dell’azienda dal 2022, lascia in quella che il comunicato ufficiale definisce «una transizione pianificata». Le sue responsabilità vengono divise geograficamente: Gabriele Belsito, ex direttore delle risorse umane, assume la direzione generale per l’Europa, mentre la ricerca di un CEO per il mercato nordamericano è ancora in corso.
Ricavi a 706 milioni nel 2025, ma il margine operativo frena del 23%
Il 2025 ha portato ad Eataly una crescita dei ricavi consolidati del +3,3 % a 706 milioni di euro, con il 60% generato dal mercato nordamericano. Tuttavia, l’Ebitda rettificato si è contratto del 23% a 40,7 milioni, con il debito netto stabile a 142 milioni di euro. Il gruppo opera attraverso una rete di 69 punti vendita globali, articolati in grandi format di ristorazione e retail, travel retail e il format Eataly Caffè, in forte crescita a New York – mentre nelle regioni APAC e Medio Oriente l’espansione avviene tramite un modello di franchising affidato a partner locali.
Dazi e cambio dollaro-euro: i fattori esterni che hanno eroso il margine
La pressione sul margine operativo trova spiegazione in parte in variabili fuori dal controllo del management: l’apprezzamento del dollaro sull’euro ha ridotto il valore delle royalty e dei ricavi statunitensi una volta riconvertiti, mentre le nuove politiche tariffarie americane hanno aumentato il costo di alcune importazioni di prodotti italiani. A questo si aggiunge la scadenza dell’aumento di capitale da 75 milioni di euro deliberato nell’agosto 2025: la seconda tranche deve essere sottoscritta entro il 30 giugno 2026.
Una governance che si adatta a una fase di consolidamento e verifica finanziaria
Il cambio al vertice di Eataly si inserisce in un momento in cui le obbligazioni finanziarie del gruppo richiedono attenzione: i covenant legati al maxi-finanziamento bancario da 225 milioni del 2024 vincolano il rapporto tra debito netto ed Ebitda.
La divisione geografica delle responsabilità manageriali lascia intendere la volontà di separare le logiche di sviluppo tra Europa, dove il brand è già consolidato, e Nordamerica, dove la crescita è più dinamica ma anche più esposta alle variabili macro. I prossimi mesi saranno decisivi per verificare se il cambio di leadership produca i risultati attesi sulla marginalità.











