Due giornate a Rimini per Confimprese. Al XIV Retail & Real Estate l’associazione ha presentato la nuova fotografia dei centri commerciali italiani: 1.006 strutture, sempre più vecchie, che crescono soprattutto ampliandosi. Il giorno prima, 50 associati erano stati in visita a San Patrignano.
Il 13 ottobre, a Rimini, Confimprese ha tenuto la quattordicesima edizione del Retail & Real Estate, il suo appuntamento dedicato all’immobiliare commerciale. Al centro della giornata, la ricerca Retail Real Estate Overview 2026, realizzata in esclusiva da Reno.
Il dato di partenza è un mercato quasi fermo nei numeri: in Italia operano 1.006 centri commerciali, appena cinque in più contro i 1.001 dell’anno scorso.
1.006 centri commerciali, due su tre hanno più di vent’anni
Secondo lo studio di Reno per Confimprese, ogni anno aprono da due a quattro nuovi centri e le chiusure restano rare: negli ultimi dodici mesi se ne conta una sola. Tra le novità ci sono la Galleria Porta Vittoria a Milano, il Waterfront Mall a Genova e, a Elmas, il Fass Shopping Centre, il più grande con 52.800 mq affittabili.
Il vero tema, per gli analisti di Reno, è l’età del parco. Il 67% delle strutture supera i vent’anni e l’età media arriva a 24 anni. In Germania la quota di centri così datati è simile, il 64%. Per questo, secondo l’associazione, la crescita passa ormai dalla riqualificazione più che dalle nuove costruzioni.
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Sfitti al 15% nei centri locali, canoni stabili
Per un’insegna o un affiliato che cerca un locale in galleria, i dati sugli spazi vuoti sono i più utili. Stando alla ricerca, nei centri premium la quota di negozi sfitti resta contenuta, dal 3,1 al 5,2 %. Nei centri provinciali si arriva all’8,3 %, in quelli locali al 15 %.
Gli affitti, invece, non scendono da nessuna parte: restano fermi o aumentano. Più spazi liberi, quindi, non significano automaticamente affitti più leggeri.
La ricerca misura anche il traffico reale, grazie ai dati di geolocalizzazione di oltre cento centri. Il 70 % delle visite a un centro commerciale arriva da meno di 17 km, e una visita tipica dura 56 minuti. In tre anni la permanenza è salita di 4,5 minuti, e ristorazione e intrattenimento possono allungarla fino a un quarto d’ora.
Per i brand della ristorazione in franchising e le reti in affiliazione nel settore dello sport e del tempo libero è un argomento concreto: sono loro a trattenere i clienti più a lungo, e possono farlo valere quando trattano con le proprietà.
Nove progetti entro il 2028, cinque sono ampliamenti
Il cantiere dei prossimi anni resta piccolo. Da qui al 2028 lo studio censisce quattro nuovi centri in arrivo, a Cantù, Torino e Brescia, attesi per il 2027, più Messina l’anno dopo. Gli altri cinque progetti allargano strutture esistenti, come Shopville Le Gru e Romagna Shopping Valley.
Anche se andassero tutti in porto, il parco italiano aumenterebbe di non più dello 0,4 %. Per Gian Enrico Buso, managing partner di Reno, la domanda del prossimo decennio non è più dove costruire, ma cosa rinnovare.
Per le reti in franchising il messaggio è chiaro. I nuovi spazi in galleria arriveranno soprattutto da ampliamenti e restyling dei centri esistenti, più che da nuovi indirizzi: è lì che conviene muoversi per tempo con le proprietà.
A San Patrignano con 50 associati
Il giorno prima, il 12 ottobre, una cinquantina di associati aveva visitato la comunità di San Patrignano, tra laboratori e pranzo con gli oltre 900 residenti. Per Mario Resca è stata un’occasione per imparare, dentro un percorso che l’associazione porta avanti con il Carcere di Bollate, l’UNHCR e la Fondazione Ospedale Niguarda per favorire l’inserimento lavorativo.











