Domani, venerdì 23 ottobre, Hesburger inaugura a Matera il suo primo ristorante italiano. La catena finlandese, quasi 500 locali in Europa e un modello costruito sul sistema di franchising, entra nel nostro Paese guidato da un’imprenditrice materana: un investimento vicino al milione di euro e 20 nuovi posti di lavoro.
Con 257 ristoranti in Finlandia e circa altrettanti tra Paesi baltici, Bulgaria, Romania, Ucraina e Germania, Hesburger ha costruito la sua rete partendo dal mercato domestico. Il brand appartiene alla holding di famiglia Burger-In Oy e impiega circa 9.500 persone.
Nel 2025 i locali finlandesi hanno generato vendite per circa 327 milioni di euro, quelli esteri per circa 242 milioni di euro.
Dal chiosco di Naantali a una rete in franchising
La storia parte nel 1966, quando Heikki e Kirsti Salmela aprono un piccolo grill a Naantali. Negli anni Settanta la coppia si sposta a Turku, dove il primo ristorante a insegna Hesburger nasce nel 1980, dentro un centro commerciale.
Oggi la crescita passa in larga parte da imprenditori affiliati, come accade spesso nel settore delle hamburgerie in franchising. Il patto è chiaro: chi apre un Hesburger non parte da un foglio bianco, ma riceve un format definito nei minimi dettagli, dall’allestimento della sala alla preparazione del personale. La casa madre rivendica questa standardizzazione come il principale vantaggio offerto ai suoi franchisee.
Una cordata italo-finlandese dietro il debutto di piazza Mulino
Coerente con questo schema, l’ingresso in Italia non è gestito direttamente dalla casa madre ma da investitori privati. Il progetto porta la firma di Venanzia Rizzi, architetta nata a Matera e trasferita a Oulu nel 1994, dove dal 2023 è console onoraria d’Italia, affiancata da due soci finlandesi.
“Questa prima apertura sfiora il milione di euro”, precisa Venanzia Rizzi, intervistata da Gambero Rosso. Inoltre, il ristorante ha già portato all’assunzione di 20 persone.
160 mq su due piani e un menu fedele alla casa madre
Il ristorante occupa un edificio di piazza Mulino 20, rimesso a nuovo applicando gli standard tecnici imposti dalla casa madre. Circa 160 metri quadri su due livelli, un’ottantina di coperti tra interno ed esterno.
La carta ricalca quella nordica, con burger di manzo e di pollo, tortillas e la linea vegetariana VEKE. Nessun adattamento al gusto italiano, per ora. L’unica concessione al territorio riguarda frutta e verdura, acquistate da produttori lucani.
Matera, l’ultimo capoluogo senza McDonald’s diventa terreno di sfida
La città dei Sassi è ancora l’unico capoluogo italiano senza un ristorante McDonald’s. Hesburger arriva per primo, con qualche settimana di anticipo sull’insegna americana, attesa a sua volta in città.
La scelta di una città di circa 60.000 abitanti come porta d’ingresso ha una sua logica. Per un brand sconosciuto al pubblico italiano, una piazza piccola ma frequentata dai turisti permette di testare prezzi e gusti prima di misurarsi con Milano o Roma. Arrivare prima di McDonald’s, poi, vuol dire occupare il campo prima del concorrente più noto.
Il prezzo sarà l’arma principale: secondo la socia materana, una famiglia di quattro persone pranza con poco più di 40 euro.
Nessun piano di espansione annunciato, per ora
Il taglio del nastro è fissato alle 18:30 con le autorità e l’ambasciatore di Finlandia in Italia, Matti Lassila. Le porte si apriranno al pubblico alle 20:00.
Sul dopo, la socia italiana resta prudente e non annuncia altre aperture. Il gruppo valuterà però nuovi locali nella penisola e, più avanti, un polo logistico per rifornirli.
Per chi pensa di aprire un fast food in affiliazione nel Mezzogiorno, il caso Matera dice due cose. Anche un capoluogo medio-piccolo del Sud può attirare un brand internazionale, se trova il partner locale giusto.











