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Come aprire un franchising da zero nel 2026: costi, idee di attività e passi da seguire

8 Min. di lettura
donna sul divano con il computer e un caffè

Stai pensando di aprire un franchising da zero e vuoi conoscere tutto ciò che occorre sapere prima di intraprendere questa scelta? Questo articolo è proprio quello che fa per te. Vediamo insieme passo dopo passo come espandere il tuo business e cosa vuol dire oggi aprire un franchising da zero, che tipo di budget avere, che consigli seguire, quali sono le scelte da compiere di maggior efficacia e tutto ciò che è necessario fare per avviare i tuoi affari al meglio. Continuando a leggere ti sarà subito chiaro che si tratta di un settore che richiede rigore metodologico, una visione strategica chiara e attenzione ai dettagli operativi. Iniziamo dalle tappe fondamentali da seguire e avere bene in mente.

Voglio aprire un franchising, le tappe fondamentali da seguire nel 2026

Se hai deciso di entrare a far parte del mondo del franchising, usa questa guida come roadmap. Ricorda che non esistono formule magiche: ciò che ti occorre sapere è che aprire un franchising prevede pochi ma ben precisi passaggi legali che dovrai rispettare nel dettaglio per evitare brutte sorprese.

Quando parliamo di franchising dal punto di vista ufficiale parliamo infatti di un “contratto di affiliazione commerciale“: questa è la definizione tecnica, in uso in Italia, di franchising, che si riferisce a qualsiasi accordo di valore legale che ne regoli l’esistenza. Il franchising prevede che ci sia da un lato un franchisor (cioè l’azienda titolare del marchio o del modello di business) e dall’altro un franchisee (cioè un imprenditore affiliato che, dietro compenso economico, acquisterà il diritto di utilizzare marchio, prodotti, servizi e know-how messi a disposizione dal franchisor).

Queste sono le due parti contraenti che sigleranno e firmeranno di comune accordo il contratto di affiliazione commerciale. Entrambe hanno una serie di obblighi da rispettare e di diritti da esercitare reciprocamente. Vediamo nello specifico di che si tratta partendo dalla necessaria burocrazia e analizzando che tipo di documenti ti occorre avere pronti per aprire un franchising.

Se stai per aprire un franchising con il ruolo di franchisor acconsenti che il tuo know-how venga trasferito al tuo franchisor o affiliato. Il know-how nell’affiliazione non è altro che l’insieme delle conoscenze tecniche e pratiche che differenziano il tuo business. Come potrai facilmente immaginare, questo è il tuo documento-chiave: in quanto tale, non deve essere genericamente intuibile ma, al contrario, deve rappresentare un valore competitivo specifico e difficilmente replicabile, deve avere qualcosa di unico che lo contraddistingue rispetto a tutte le altre proposte disponibili sul mercato. Spetta a te condividerlo con il tuo affiliato tramite apposita formazione pratica, prima dell’effettiva apertura del punto vendita e poi anche in maniera continuativa “on the job” (da remoto così come in presenza) e la messa in comune di documentazione dettagliata.

Nel ruolo di franchisor due sono i documenti essenziali che occorre presentare a beneficio tuo e del tuo franchisee:

  1. Manuale operativo (o Franchise Operations Manual): si tratta per te di un documento fondamentale, vincolante per il franchisee con cui lo condividi. Il manuale operativo rappresenta il mezzo attraverso cui trasferisci il tuo know-how al tuo franchisee e pertanto deve essere chiaro, specifico, dettagliato e aggiornabile. I contenuti tipici del manuale operativo in un contratto di franchising sono relativi alle procedure operative quotidiane, agli standard di servizio, al layout dei punti vendita (nel caso di servizi che prevedono la presenza di negozi fisici sul territorio), alle politiche di gestione del personale, alle linee guida per marketing e vendite, ai sistemi di controllo qualità.
  2. Il business plan con al suo interno l’analisi del punto vendita: la stima predittiva dei ricavi e dei costi, il ROI (Return on Investment o Ritorno dell’investimento) atteso e il Piano finanziario o Business Plan. All’interno di questo documento operativo vanno definiti la mission e la vision dell’azienda, l’analisi di mercato, le strategie di crescita, le previsioni economico-finanziarie e il budget di marketing e vendite.

Una volta pronti questi documenti, a questo punto quello che manca è il testo del contratto che regola l’affiliazione commerciale come stabilito in Italia dalle Legge 129 del 2004. Il contratto di franchising – obbligatorio come tutti gli altri documenti finora citati – stabilisce diritti e doveri di entrambe le parti e determina nello specifico:

  • la durata del contratto;
  • la fee di ingresso (entry fee) cioè il costo di entrata stabilito affinché’ il franchisee diventi parte di un sistema profit già collaudato e avviato;
  • le Royalty periodiche ovvero la percentuale periodica sui guadagni che il franchisor riceverà dal suo franchisee;
  • l’area di pertinenza territoriale e l’esclusività;
  • gli standard operativi e le sanzioni per la mancata applicazione degli standard;
  • le clausole di riservatezza e non concorrenza;
  • la modalità di risoluzione delle eventuali controversie tra franchisor e franchisee.

Consiglio della Redazione

Il miglior consiglio che puoi avere quando stai per aprire un franchising e sei alla prima esperienza in questo campo è quello di avere ben chiaro l’importanza dei documenti che firmerai sia in qualità di franchisor sia in qualità di franchisee. È per questo che si consiglia fortemente di redigere ogni documento da presentare per aprire un franchising da zero servendosi di una solida assistenza di legali esperti in materia commerciale (avvocati e commercialisti) e di franchising.

Quali attività commerciali è possibile aprire in franchising?

Una delle domande più frequenti nell’intraprendere la scelta imprenditoriale del franchising è relativa alle concrete possibilità che il franchising stesso permette, ovvero: quali sono le attività commerciali che è possibile aprire in franchising? L’elenco è molto vasto e diversificato! Si spazia tra:

  • abbigliamento;
  • immobiliare;
  • ludoteche;
  • enoteche;
  • depositi bagagli automatizzati;
  • fumetterie;
  • real estate;
  • benessere e beauty;
  • ristorazione;
  • supermercati;
  • trasporti;
  • formazione;
  • servizi e assistenza alla persona…

Esistono numerosi concept, dai meno noti ai più famosi (come ad esempio Mercatino Franchising, in Italia gruppo leader nel settore del second hand e del riusato sostenibile, una realtà consolidata e di successo attiva dal 1995).

Il ventaglio di scelta è molto ampio e articolato e la selezione finale di quello che diventerà il tuo settore di riferimento dipende dalle tue passioni, dal budget che sai già di poter avere a disposizione, dal luogo in cui ti trovi e naturalmente dalle esigenze del tuo pubblico di utenti di riferimento.

Quanto costa aprire un franchising nel 2026?

Aprire un franchising da zero è un percorso che può portare grande soddisfazione imprenditoriale ma che al tempo stesso richiede preparazione, investimenti e una solida infrastruttura di supporto. Una volta chiarito l’aspetto più puramente burocratico, parliamo adesso di soldi e di investimento iniziale per aprire un franchising: quanto costa aprirne uno da zero?

I costi variano molto a seconda del tipo di attività che intendi aprire. Considera che l’investimento iniziale include, in qualità di franchisee o affiliato, alcune variabili: la fee di ingresso (preventivamente concordata con il tuo franchisor) e alcune importanti voci di costo relative a quei franchising che prevedono la presenza di un punto vendita fisico.

In quest’ultimo caso, ad esempio, è utile sapere che sono di competenza del franchisee:

  • le spese di affitto del locale che ospita l’attività in franchising insieme ai costi per la eventuale ristrutturazione o per la messa a norma degli ambienti e degli impianti e per l’allestimento (arredi, attrezzature, spese di marketing, spese di licenza software…);
  • le utenze relative a elettricità, gas e internet/telefonia;
  • gli tipendi del personale dipendente (se presente);
  • gli oneri legati alla gestione contabile e mantenimento della partita iva.

Ognuna di queste variabili deve essere contenuta e descritta nei dettagli all’interno del contratto di franchising. Proprio in base a queste variabili il totale dei capitali da investire in fase di avvio di un franchising può variare di parecchio: ci sono franchising che non necessitano di punti vendita fisici, gestibili on line, quindi a costo contenuto o basate su comodato d’uso/conto vendita, ci sono al contrario franchising che prevedono un investimento iniziale di un paio di decine di migliaia di euro fino a quelli per cui sono necessarie cifre molto più ingenti (è il caso, ad esempio, di format retail complessi).

In questo quadro di grande variabilità ci sono tuttavia degli importi prevedibili e naturalmente concordabili in forma scritta tramite il contratto di franchising: si tratta ad esempio di concordare l’importo delle royalties da versare al franchisor e l’importo della fee d’ingresso che il franchisee versa al suo franchisor.

Aprire un franchising a costo zero è dunque impossibile? O esistono dei modi per ottenere il capitale necessario a garantire l’investimento iniziale per avviare il tuo franchising? È oggi possibile ricorrere a diverse tipologie di contributi e finanziamenti per l’accesso al credito stanziato ad hoc. Si tratta ad esempio di:

  • contributi a fondo perduto erogati dalle Regioni o dall’Unione Europea attraverso appositi bandi, suddivisi per area geografica e settore economico di appartenenza e pubblicati da Invitalia (l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, afferente al Ministero dell’Economia);
  • campagne di crowdfunding;
  • i cosiddetti business angels che investono in autonomia finanziando idee imprenditoriali meritevoli.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di aprire un’attività in franchising?

Come ogni attività imprenditoriale che si rispetti, aprire un’attività in franchising prevede per entrambe le parti contraenti vantaggi e svantaggi. Vediamoli insieme in questo schema riassuntivo.

Se agisci nel ruolo di franchisor, ecco i tuoi principali pro e contro:

IllustrationI PRO

I vantaggi del franchising come franchisor

  • Espansione rapida con capitale esterno (quello proveniente dal tuo franchisee);
  • Aumento della notorietà del tuo brand (marchio);
  • Economia di scala e centralizzazione acquisti;
  • Rischi finanziari parzialmente mitigati.
IllustrationI CONTRO

Gli svantaggi del franchising come franchisor

  • Complessità gestionale del network;
  • Possibilità di conflitti con franchisee;
  • Necessità di investire in supporto e controllo;
  • Responsabilità di protezione della reputazione del marchio.

Se agisci nel ruolo di franchisee, ecco i tuoi principali pro e contro:

IllustrationI PRO

I vantaggi del franchising come franchisee

  • Accesso a un modello di business già collaudato e vincente;
  • Supporto continuo su formazione e marketing;
  • Minori rischi d’impresa rispetto a un’attività autonoma;
  • Acquisti e strumenti condivisi.
IllustrationI CONTRO

Gli svantaggi del franchising come franchisee

  • Minor grado di autonomia rispetto all’imprenditore indipendente;
  • Costi ricorrenti (royalty, contributi marketing);
  • Obbligo di rispetto degli standard aziendali;
  • Vincolo di non concorrenza.

Adesso che hai letto cosa ti occorre sapere prima di aprire un franchising da zero, ricorda: valuta bene l’idea di business a cui hai pensato, formalizza processi e documenti, costruisci una rete solida sul tuo territorio e sii pronto a investire in formazione e marketing. Solo così potrai creare un franchising sostenibile e di successo!

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