La moda ti appassiona da sempre e ti piacerebbe gestire un negozio di abbigliamento? Se vuoi sapere cosa fare per aprire un negozio di vestiti, continua a leggere questo articolo per conoscere da dove iniziare.
Come aprire un negozio di abbigliamento nel 2026? I passi da seguire
Quando parliamo di negozi di abbigliamento ci riferiamo infatti ad una fetta di mercato molto vasta che non comprende solo i classici punti vendita che espongono le collezioni da uomo e da donna. Si tratta infatti di un mondo molto più sfaccettato che prevede realtà interessanti che hanno scelto di focalizzarsi solo sull’e-commerce o, ad esempio, su target molto specifici e su determinate classi di acquirenti ben definite: è il caso, ad esempio, dei negozi di abbigliamento destinati al mondo dell’infanzia e che si rivolgono a genitori e in generale a clienti adulti in cerca di vestiti per bambini.
Un discorso a parte meritano poi i negozi che propongono abbigliamento usato (second hand) in ottimo stato, sempre più diffusi in Italia: in questo caso la fascia di clienti potenziali a cui questi negozi si rivolgono è più ampia perché questo tipo di acquisto abbraccia anche determinate scelte etiche – legate al concetto di moda vintage e ecologica – ultimamente molto diffuse, specie tra le nuove generazioni.
1) Redigere un business plan e uno studio di mercato
Fondamentale, come sempre quando si desidera avviare un’attività imprenditoriale da zero, è realizzare un business plan e procedere con una rigorosa indagine di mercato. Solo dopo un’attenta analisi e una valutazione di fattibilità dei tuoi obiettivi imprenditoriali potrai scegliere se aprire un negozio di abbigliamento fisico o online, un negozio di abbigliamento nuovo o usato…
Da un lato, infatti, prima di valutare ogni futura decisione devi conoscere che tipo di disponibilità economica hai, quanto tempo puoi permetterti di avere a disposizione prima di ottenere dei profitti e non andare semplicemente in pari tra cifre investite e guadagni ottenuti, che risorse (e di che tipo) puoi investire in questo tipo di business. Questo è uno step preliminare e necessario, da fare in parallelo ad una scrupolosa ricerca di mercato che ti aiuti a orientare la tua scelta finale.
Un buon business plan di partenza per aprire un negozio di abbigliamento include e descrive nel dettaglio:
- Il concept del tuo negozio (che tipo di abbigliamento venderai, a chi e come lo venderai?);
- Quali sono i costi iniziali e le spese operative, divise per categoria;
- Che tipo di strategia di marketing adottare, prevedendo la creazione e regolare manutenzione/aggiornamento di un sito web professionale e la promozione on line (post virali…);
- Analisi del mercato e indagine su che tipo di concorrenza è presente nella tua area.
Puoi ricavare queste ultime informazioni elencate qui su ricorrendo a una ricerca di mercato scrupolosa e approfondita. Ti sara’ utilissima per comprendere :
- Che tipo di clienti attrarre;
- Se i clienti a cui stai pensando per il tuo negozio di vestiti comprano di solito online e prediligono l’immediatezza dell’acquisto senza orari o preferiscono il contatto interpersonale;
- Quali consigli possono dare dei bravi commessi;
- Se il grande marchio storico li attira o, al contrario, sono più propensi a fare acquisti di abbigliamento e accessori di seconda mano.
Una ricerca di mercato efficace deve aiutarti a individuare, in definitiva, quali sono le necessità dell’area in cui vivi o in cui vuoi aprire la tua attività di vendita di abbigliamento:
- La zona è già satura di punti vendita fisici, in cui ultimamente noti più negozi vuoti che pieni, oppure ha pochi punti vendita sul territorio, magari intensamente popolata?
- Qual è l’età media dei residenti?
- Qual è il potere d’acquisto dei potenziali clienti che potrebbero frequentare il tuo negozio di abbigliamento?
In questa fase potrebbe esserti utile visitare i negozi concorrenti, comparare prezzi e in generale la loro offerta, seguire i trends del settore moda (sui social network, siti Internet dedicati e riviste di settore), scaricare i report annuali disponibili gratuitamente su siti come Camera di Commercio o ISTAT per conoscere che tipo di domanda c’è nella tua area.
Da sapere:
Scegliere di aprire un negozio di abbigliamento online, in alternativa al punto vendita su strada, permette di ridurre le distanze con i clienti e consente di entrare in contatto con una platea ancora maggiore di potenziali utenti.
2) Cercare e trovare il locale giusto
Se, al contrario, in base alle valutazioni fatte hai deciso che il mercato dell’online non fa per te e vuoi aprire invece un punto vendita fisico, occorre fare una ricerca territoriale ulteriore rispetto alla ricerca di mercato: dovrai infatti trovare un locale che possa essere dichiarato adatto allo scopo e che rispetti alcune caratteristiche di sicurezza, le regole relative all’accesso del pubblico nel locale, oltre al suo arredamento.
Che sia di tua proprietà (locale destinato ad uso commerciale, regolarmente registrato al Catasto del tuo Comune e dichiarato all’Agenzia delle Entrate) o che si tratti di un locale in affitto (con regolare contratto di locazione di natura commerciale), quando apri un negozio di vestiti ricordati che l’iter burocratico da seguire è standard e va svolto con la collaborazione di professionisti competenti (un consulente del lavoro o un commercialista).
3) Mettere in regola il negozio di abbigliamento
Per aprire un negozio di abbigliamento è necessario seguire alcune procedure legali. Per te, imprenditore, questo significa dover rispettare le disposizioni previste in Italia per l’apertura di un’attività commerciale, e nello specifico:
- L’apertura della partita IVA come ditta individuale o società presso l’Agenzia delle Entrate con relativa scelta del codice ATECO, generalmente 47.71.10 (vendita al dettaglio di abbigliamento);
- La richiesta della dichiarazione SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per l’inizio dell’attività, un documento obbligatorio che il Comune di pertinenza è tenuto a rilasciare dietro presentazione della tua richiesta, necessario per aprire il tuo negozio;
- La richiesta di permesso di occupazione del suolo pubblico: solo nel caso in cui prevedi di usare spazi esterni o insegne che occupano parte del suolo pubblico;
- L’iscrizione all’INPS (se lavori in autonomia sei tenuto a registrare la tua posizione) o iscrizione all’INAIL per registrare le posizioni di eventuali dipendenti che assumi (ad esempio nel caso di negozio fisico: commessi e magazzinieri);
- L’iscrizione al registro delle Imprese presso la Camera di Commercio nel territorio di tua pertinenza;
- Certificazioni per la sicurezza e l’agibilità del locale: consigliamo sempre di verificare scrupolosamente i requisiti previsti dal tuo Comune relativamente alla messa a norma e la messa in sicurezza del locale e degli impianti (elettrici, sistemi anti-incendio, vie di fuga…).
4) Cercare fornitori di abbigliamento
I fornitori di abbigliamento con cui interagire giocano in questo settore un ruolo chiave e non stupisce che siano molto ricercati: il tipo di rapporto professionale che instauri con loro fara’ da bussola per i tuoi affari rispetto agli anni a venire.
Prova fin dai primi contatti con loro a creare relazioni stabili, di fiducia e stima professionale. E occhio alla tentazione di accumulare grandi stock di vestiario prima di aver testato la tua platea di clienti e il mercato: un errore da principiante che è meglio evitare!
Aprire un negozio di abbigliamento online: come fare e cosa cambia
Aprire uno store fisico o un negozio virtuale? Sono entrambe scelte imprenditoriali legittime. Ognuna di esse prevede naturalmente delle differenze specifiche che vanno tenute a mente.
Ad esempio, per il negozio di abbigliamento fisico ciò che fa la differenza è:
- La scelta dell’immobile (cioè la sede del negozio di vestiti) e la sua posizione: dove è situato? Se è in una zona ad alta intensità pedonale, sul corso principale nella zona del centro storico o in un centro commerciale particolarmente frequentato le cose cambiano notevolmente per il tuo business;
- La selezione dei commessi e delle commesse: assumere persone professionali, con esperienza nella vendita e una spiccata predisposizione al contatto con il pubblico è un’azione strategica che andrà infatti tutto a tuo vantaggio.
Viceversa, all’interno del tuo business plan se apri un negozio di vestiti on line tutte queste voci di costo sono a zero:
- Affitto del locale e spese burocratiche / tasse relative all’immobile;
- Utenze (acqua, luce, gas, riscaldamento, wi-fi);
- Buste paga dei commessi, dei magazzinieri e di eventuali altri collaboratori;
- Spese per manutenzione ordinaria.
Dato che in questo caso non è necessario assumere del personale e trovare un locale adatto, considera piuttosto se coinvolgere in una collaborazione (a contratto o tramite partita iva) una persona esperta in e-commerce (acquisto on line) o in social media management, figure chiave per pubblicizzare la tua attività (stagione dei saldi, eventi speciali, promozioni…) sui social network tra i tuoi clienti.
È possibile aprire un negozio di abbigliamento in franchising?
Hai sicuramente notato quanti negozi di vestiti in franchising hanno aperto negli ultimi anni nelle vie principali delle grandi città e dei piccoli e medi centri in Italia. Sono molti infatti gli imprenditori interessati come te ad aprire un negozio di vestiti che hanno deciso di aprire un punto vendita in franchising.
Cio’ vuol dire affiliarsi ad una casa madre in possesso di uno specifico marchio (o brand) già esistente e sul mercato. Se desideri iniziare questo tipo di progetto imprenditoriale, scegli con cura la casa madre a cui affiliarti: i suoi rappresentanti saranno coloro che ti seguiranno e supporteranno per far sì che tutto vada per il meglio.
Una volta individuato il brand con cui vuoi collaborare potrai procedere – supportato dal tuo legale – alla redazione e firma del contratto di affiliazione commerciale (o franchising). Il franchisor detta le linee guida e l’approccio per gestire al meglio il negozio (fisico o virtuale che sia) e si impegna ad offrire a te in qualità di suo franchisee il know-how responsabile del successo del brand, nonché formazione continuativa, supporto logistico, consulenza per strategie di marketing e campagne pubblicitarie.
Da sapere:
Il contratto di franchising per un punto vendita fisico puo’ prevedere inoltre che il mobilio (bancone cassa, mensole e scaffalature espositive, camerini attrezzati e tutto il necessario per esporre la merce e immagazzinarla) non sia a carico tuo ma venga fornito dal tuo franchisor.
Il vantaggio più evidente per questo tipo di affiliazione commerciale risulta essere proprio il trasferimento del know-how a te franchisee e i costi ridotti che derivano dall’affiliazione commerciale stessa: ti appoggi ad un marchio che e’ già di successo (hai dunque minori rischi imprenditoriali) e hai diritto a ricevere corsi di formazione e di aggiornamento continuativo (per facilitare il tuo ingresso prima e poi la tua permanenza nel mercato), assistenza, supporto strategico operativo prevendita e post-vendita.
Il tutto è possibile (ma può variare di contratto in contratto a seconda degli accordi intrapresi) in cambio di:
- una fee iniziale per poter entrare a far parte di una rete commerciale consolidata (quella della casa madre);
- di una royalty ovvero una percentuale sugli utili da versare periodicamente (mensile o annuale), sempre se prevista dal marchio e inserita all’interno del contratto stipulato.
Esistono ormai molti grandi marchi che in maniera proattiva mappano il territorio e sono sempre alla ricerca di clienti in franchising: uno dei casi più recenti riguarda ad esempio il brand di Rimini “Terranova”, parte del Gruppo Teddy. L’azienda romagnola nata nel 1988 grazie alla sua rete in franchising conta oggi 500 negozi in 40 nazioni e ha lanciato sui suoi canali ufficiali una CTA (call to action) ad hoc destinata ad espandere la sua rete territoriale di franchisees – affiliati sul territorio.
Quanto costa aprire un negozio di abbigliamento nel 2026?
Oltre alla scelta che farai di investire su un punto vendita fisico o, in alternativa, su un e-commerce su Internet, vanno attentamente considerate le altre variabili che influiscono sul costo complessivo necessario per aprire un negozio di abbigliamento in autonomia o in franchising.
La parte più impegnativa dell’investimento riguarda proprio i cosiddetti costi di apertura.
Prendiamo ad esempio il caso di un negozio fisico gestito in autonomia. Le voci di costo che dovrai prevedere comprendono:
- l’affitto del locale: da 3.000€ a 50.000€ (o piu’);
- l’arredamento, allestimento e mobilio: dai 5.000€ ai 20.000€ (o piu’);
- l’inventario iniziale: dagli 8.000€ in su, a seconda dell’assortimento della merce e dalla sua qualita’;
- le operazioni burocratiche necessarie per ottenere le autorizzazioni obbligatorie necessarie: si può arrivare a spendere fino a 1.500€ – 2.000€;
- marketing e promozione: dai 1000€ ai 3.000€ iniziali, da implementare con campagne di comunicazione periodiche multicanali (social, sito, riviste di settore, manifesti pubblicitari);
Da questo elenco riassuntivo risulta chiaro che il totale del capitale necessario ad avviare un negozio di vestiario nel 2026 è sottoposto ad una serie di variabili.
Nel caso del negozio fisico autonomo molto dipende dal luogo in cui scegli di aprire il negozio (pensa ad esempio, nel caso di un punto vendita fisico che non è di tua proprietà, alle differenze di affitto in grandi città come Milano e Roma o in centri della provincia).
Nel caso invece di un negozio in franchising saranno piu’ determinanti le condizioni concordate con il tuo franchisor o casa madre di riferimento e la policy adottata da quello specifico brand di moda che hai scelto. Se apri infatti un negozio di abbigliamento in franchising l’investimento che ti viene chiesto è molto più contenuto e si riferisce ad un pacchetto completo che il tuo franchisor ti proporrà in cambio dei vantaggi descritti sopra.
Nel caso di un negozio di vestiti in franchising possiamo indicativamente distinguere tra:
- investimenti a basso costo (con un budget di partenza intorno ai 20.000€ – 30.000€ e fee d’ingresso);
- investimenti a medio-alto costo (oltre i 40.000€ – 50.000€ per i marchi di abbigliamento più noti che oltre al know-how, formazione e supporto continuativo di solito ti forniscono anche il mobilio e ogni tipo di indicazione pratica utile a mantenere conformita’ stilistica con il resto dei loro punti vendita sul territorio).
Incentivi e agevolazioni disponibili per aprire un negozio di abbigliamento: quali sono?
In Italia non sono previsti finanziamenti agevolati specifici a favore della vendita di abbigliamento al dettaglio ma è bene monitorare sempre il sito di Invitalia e i bandi regionali e comunali destinati a giovani imprenditori under 35, alle donne e alle imprese definite “giovani” ovvero di nuova costituzione le cui attività imprenditoriali vengono premiate con sgravi fiscali e contributi sull’affitto e a fondo perduto (ovvero che non necessitano di essere restituiti).
Conviene davvero aprire un negozio di abbigliamento?
In conclusione: conviene o no aprire un negozio di abbigliamento? Non esiste una risposta universale a questa domanda perché, come avrai capito, le variabili in gioco sono molte, ma per avere un dato di realtà possiamo basarci sui dati e sulle tante storie di successo che caratterizzano il settore dell’abbigliamento.
Non dipende solo dall’area geografica in cui avvii la tua attività (nel caso di un punto vendita fisico), ma anche dal tipo di negozio e dalla tipologia di merce che propone ai clienti. Pensa ad esempio ad un negozio online che vende vestiario vintage: avrà costi molto più bassi sia per la struttura (virtuale e non fisica) sia per i costi della merce messa in vendita; la gestione di un’attività del genere può risultare oggettivamente più conveniente rispetto ad un punto vendita situato in (e limitato a) una determinata zona.
In qualità di franchisee devi ricorrere al tuo spirito imprenditoriale e utilizzare al massimo le tue capacità organizzative e comunicative. Con le dovute analisi e valutazioni e il giusto supporto da parte di personale competente, aprire un negozio di vestiti in franchising può condurre a grandi soddisfazioni.
Controlla con attenzione la storia del brand o casa madre a cui pensi di affiliarti, traccia le sue performance, entra in contatto con altri affiliati e ascolta la loro esperienza nel settore. Una ricerca approfondita di questo tipo è il primo passo da compiere: ti servirà per chiarirti le idee e ti permetterà di muoverti con più consapevolezza e sicurezza per lavorare con profitto nel settore che più ami.











