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È possibile aprire un negozio Action?

4 Min. di lettura
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Foto di Michael Nguyen / NurPhoto tramite AFP

Centocinquanta nuovi prodotti ogni settimana, 1.500 prodotti a meno di 1 euro e sempre il prezzo più basso. Sono le promesse di Action, discount europeo del non-food con oltre 3000 negozi in 13 Paesi europei. Un accappatoio a meno di 9 euro? Una padella antiaderente a 14,95 euro? Un deodorante per ambiente a 6 euro e 95? Da Action si trovano tantissimi articoli utili a tutta la famiglia per la gestione della vita quotidiana. Nato nei Paesi Bassi nel 1993, ha aperto il primo spazio in Italia nel 2021 e da allora ha inaugurato più di 200 punti vendita nel nostro paese.

È possibile aprire un Action in Italia nel 2026? In franchising, collaborazione immobiliare…

E ciò che vorrebbero sapere molti imprenditori attirati dal rapido sviluppo dell’insegna olandese. In realtà non è possibile, perché Action non è un franchising. La catena gestisce tutti i suoi negozi direttamente: non affida il marchio a esterni, ma investe in proprio per ogni nuova apertura. Per questo motivo sul sito internet è sempre attiva la ricerca di spazi commerciali che abbiano almeno 1000mq di superficie, un bacino d’utenza di almeno 30.000 utenti e un parcheggio con almeno 40 posti auto.

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Quello che si piò fare per entrare nel mondo Action è candidarsi come personale di vendita o Store Manager. In questo momento sono aperte circa 200 posizioni in tutta Italia, di cui all’incirca 90 per il ruolo di responsabile.

Qual è il modello di sviluppo economico di Action in Italia?

La formula dei negozi Action in Italia è la stessa degli altri Paesi in Europa:

  • Un vasto assortimento di circa 6000 prodotti suddivisi in 14 categorie, dall’elettronica al giardinaggio;
  • 4000 prodotti in vendita a meno di 2 euro;
  • 150 nuovi prodotti nuovi ogni settimana;
  • Due terzi degli articoli in assortimento cambiano continuamente;

Questi fattori, uniti alle tante promozioni che abbassano ulteriormente i prezzi e generano effetto sorpresa, all’estetica dei punti vendita organizzati in grandi corridoi ampi e luminosi, alla rassicurante esperienza d’acquisto che fa ritrovare gli stessi articoli in ogni negozio, contribuiscono al successo del marchio che nel 2025 ha aumentato le vendite in Europa del 17,4%.

Perché Action è così economico?

La risposta è in tre semplici fattori:

  • Economia di scala: Dovendo rifornire continuamente oltre 3000 negozi in Europa, il marchio ha la forza e i volumi di vendita per contrattare il prezzo migliore con i fornitori. L’azienda non compra solo in Cina, India e in altri paesi dell’Asia, ma quasi il 50% dei suoi partner commerciali ha sede in Europa.
  • L’assortimento dei prodotti è consistente, ma è comunque limitato rispetto a quello di un grande supermercato che può avere fino a 40.000 articoli in vendita. La gestione del magazzino quindi è meno complessa e ha costi inferiori. L’alta rotazione degli oggetti sugli scaffali poi riduce il rischio di rimanenze invendute che potrebbero pesare sul bilancio.
  • Logistica efficiente: Dopo aver usato per alcuni anni lo stesso centro di distribuzione della Francia, dall’estate del 2024 ha inaugurato in provincia di Bologna un hub riservato al mercato italiano e nel 2025 ha aperto a Novara un nuovo centro per il nord ovest con lo scopo di velocizzare ulteriormente la fornitura dei prodotti.

Ecco le catene “simili” ad Action in Italia, parenti lontane

I risultati di Action sul mercato si vedono nei risultati economici. La crescita delle vendite nel 2025 su base comparabile (a parità di negozi) è del 6,2%, trainata dall’aumento della clientela che cerca gratificazione negli acquisti a prezzi bassi. Ma quanto è saturo il mercato?

In Italia stanno avendo un ottimo successo TEDi, specializzato in cancelleria, articoli per feste e decorazioni casa, e la catena polacca Pepco, che punta sull’abbigliamento bambini e sul tessile casa. Poi ci sono i drugstore, come Acqua & Sapone, Tigotà, Caddy’s e le catene di casalinghi come Kasanova e il suo outlet low cost.

Opportunità per franchising e master franchisee: il discount non-food può essere la prossima frontiera in Italia?

Sebbene i colossi come Action e TEDi abbiano scelto la strada della gestione diretta, il discount non alimentare può essere un’opportunità di sviluppo interessante in Italia anche per franchising e master franchisee, ad esempio per raggiungere aree ancora poco servite come il centro sud e le piccole province.

Tra i brand internazionali che si stanno espandendo in Europa e potenzialmente anche in Italia, troviamo lo spagnolo Muy Mucho, l’olandese Hema e il giapponese Miniso nel settore della casa e decorazione, oltre al danese Normal, una delle catene a più rapida crescita in Europa, che vende prodotti di marca nella cura della persona a prezzi fissi molto bassi.

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