Ti piace lo sport e hai sempre frequentato il mondo delle palestre. Se da un po’ di tempo stai pensando di aprire una palestra tutta tua, questo articolo è quello che fa per te.
È necessario essere qualificati o laureati per aprire una palestra tutta tua?
È giusto precisare subito che aprire e gestire una palestra oggi in Italia non vuol dire solo avere a disposizione un locale e acquistare i macchinari necessari per l’allenamento. L’attività è considerata un’impresa libera e in qualità di titolare imprenditore non devi aver conseguito una laurea per aprire la tua palestra.
Questo naturalmente non significa che chiunque possa improvvisarsi gestore di una palestra. Infatti, per far sì che tutto sia a norma di legge è obbligatorio rispettare dei vincoli specifici relativi al personale che lavorerà per te, attuare scelte consapevoli e, prima di ogni altro passo burocratico, arrivare ad avere in mente una chiara definizione del format.
Vediamo insieme quali sono le caratteristiche specifiche da garantire per avviare la tua palestra a partire dal personale di sala chiamato concretamente a lavorare a contatto con gli utenti della palestra.
Tu come titolare devi essere maggiorenne (aver compiuto 18 anni d’età) e il tuo casellario giudiziario deve essere pulito, senza condanne a tuo nome e eventuali pendenze a te addebitate relative alle aree della sanità pubblica e del gioco d’azzardo.
Chi deve essere presente per aprire una palestra?
- Una persona che ricoprirà il ruolo di direttore tecnico qualificato; si tratta di una persona laureata in Scienze Motorie o diplomato ISEF (Istituto superiore di educazione fisica, esistente fino al 1998) o in possesso di un titolo riconosciuto come equivalente. La sua presenza è obbligatoria in sala;
- Uno o più istruttori / istruttrici presenti nelle sale per essere a disposizione dei clienti. I tuoi collaboratori devono essere in possesso di attestati di qualifica (che li riconosca ad esempio come ‘’istruttore’’ o ‘’tecnico’’ della relativa disciplina di fitness che insegnano) ufficialmente riconosciuti da Federazioni Sportive Nazionali o Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI;
La legge prevede che il personale della tua palestra venga infatti inquadrato come “lavoratore sportivo qualificato” e che sia in grado di seguire correttamente il piano allenamenti dei tuoi iscritti. Valuterai tu se assumerli come lavoratore dipendente o avviare con loro una forma di collaborazione a partita IVA (maggiormente diffusa in questo settore in Italia).
Puoi prevedere anche eventuale personale sanitario in possesso di Laurea in Medicina: questa tipologia di collaboratori è obbligatoria nella tua palestra solo se le attività che offri ai tuoi clienti includono prestazioni con funzioni mediche.
Figure indispensabili per gestire una palestra in autonomia includono anche personale addetto alle pulizie e addetti all’ingresso per accogliere i clienti (receptionist), un webmaster che curi il sito web della tua palestra e un social media manager che si occupi di diffondere attraverso una strategia digitale multicanale (inserzioni su Google, gestione pagine Facebook e Instagram) le promozioni, le offerte riservate agli iscritti e ogni altra azione di marketing che metterai in atto.
Passaggi da seguire per aprire una palestra nel 2026
1) Redigere il business plan e analizzare il mercato
Come ogni attività imprenditoriale che si rispetti, prima di capire quanto puoi e vuoi investire per aprire una palestra devi renderti conto del tipo di contesto in cui desideri aprirla, mappare chi sono e dove sono i tuoi concorrenti, procedere con le dovute analisi di mercato, costruire passo dopo passo un dettagliato business plan.
Occorre, prima di tutto, comprendere quali sono le abitudini di consumo dei tuoi futuri clienti. Hanno a disposizione altre palestre presenti nella stessa area in cui vuoi aprire la tua? Con che tipo di competitors avrai a che fare una volta aperta la tua palestra? Cosa propongono loro al momento e cosa potresti offrire tu di diverso rispetto a loro? Più precisione metterai in questa fase di screening iniziale, più orientate saranno le tue valutazioni e le tue scelte finali.
Quello che ti serve capire è, ad esempio, se esiste già una palestra in zona. Se sì, perché le persone la frequentano? Cosa trovano di unico?
Nel caso non ce ne siano già, la domanda da porsi è un’altra: che tipo di palestra manca in questo momento in questa area (quartiere di una grande città, piccola cittadina …) e di cosa hanno bisogno le persone che vivono o lavorano in questa zona? Che tipo di nuovi servizi potresti offrire loro? Si tratta di un’area residenziale caratterizzata da popolazione benestante che preferisce affidarsi a un personal trainer privato con sessioni 1:1, o, al contrario, è un’area frequentata e vissuta da tante famiglie? Qual è l’età media e quanto tempo libero a disposizione ha la maggioranza della popolazione? Quanto è diffusa la pratica di iscriversi in palestra e seguire un programma di allenamento, e quanti preferirebbero invece iscriversi a un corso di gruppo?
Oggi la parola chiave nel settore fitness è diversificare:
Avrai sicuramente già sentito parlare delle palestre riservate solo a clienti donne o di quelle riservate a utenti di fascia alta che possono trovare all’interno del centro fitness vari servizi esclusivi (come la SPA…) che giustificano un abbonamento particolarmente costoso, o ancora ai Pilates Reformer Studio che hanno scelto di concentrarsi solo su una disciplina (diversa dal Pilates tradizionale – Matwork – su materassino) e di fornire attraverso personale qualificato e strumentazione ad hoc una tipologia di servizio molto ben definita e riconoscibile.
Il primo passo da compiere in questo senso è definire quale vuoi che sia il tuo format: palestra tradizionale, studio di personal training, centro di fitness specializzato, e così via. Solo una ricerca accurata del contesto potrà fornirti delle indicazioni precise in merito.
2) Scegliere la posizione giusta per la tua palestra
Trattandosi di un’attività che si rivolge al pubblico, scegliere in che posizione aprire la tua palestra è fondamentale. Una giusta e corretta localizzazione del tuo centro fitness, infatti, costituisce un elemento che va a tutto vantaggio della riuscita del tuo progetto imprenditoriale. Non si tratta tanto di avere l’ingresso principale o una o più vetrine su strada (utile per catturare l’attenzione dei passanti e dei residenti abituali) quanto di poter essere facilmente accessibile ai tuoi clienti.
Nel caso tu abbia scelto di aprire una palestra in un’area urbana assicurati che questa sia agevolmente raggiungibile da uno o più mezzi di trasporto pubblico (ad esempio metropolitana se presente, mezzi di superficie come tram e bus che costituiscono un’ottima alternativa a zone del centro storico il cui ingresso è controllato dalla ZTL o che mettono a disposizione solo parcheggi privati dai costi esosi).
Anche nel caso di una palestra inaugurata fuori città l’accessibilità è essenziale: mettiti nei panni del tuo cliente che arriverà in questo caso con la sua auto e verifica la disponibilità di parcheggi gratuiti e a pagamento nelle immediate vicinanze (di solito già presenti nel caso di centri commerciali nei dintorni).
3) Attrezzature e costi di avviamento
Una volta che avrai trovato il luogo più adatto in cui aprirai la palestra e una volta definito il suo format è arrivato il momento di concentrarsi sulla ricerca dell’attrezzatura da fitness, fondamentale per offrire ai tuoi clienti un motivo in più per tornare proprio nella tua struttura.
Allestendo una palestra da zero è possibile scegliere di acquistare attrezzature nuove di zecca o, in alternativa, macchinari da palestra usati / rigenerati a patto che siano stati tenuti in ottime condizioni (una opzione valida che puoi considerare per contenere i costi di avvio).
Studiando attentamente la zona, valuta anche se esiste la possibilità di rilevare una palestra o centro fitness già in attività e con le relative macchine ginniche disponibili. In questo caso ti occuperai anche di rinnovare il centro già avviato e di personalizzarlo con il tuo stile a seconda delle esigenze specifiche della tua palestra. Può anche succedere di valutare di procedere all’acquisto solo ed esclusivamente delle dotazioni provenienti da palestre in vendita o in chiusura e di curare poi il relativo trasferimento di questi macchinari all’interno della tua palestra.
Ciò che scegli di acquistare rappresenta un investimento per il tuo business per cui ogni new entry deve essere affidabile e di qualità; si tratta di una scelta che deve rispondere alle esigenze dei tuoi clienti, essere naturalmente in linea con lo spazio a loro disposizione, contribuire a creare per ogni tuo iscritto un’esperienza su misura, rendendo la tua palestra un luogo accogliente e professionale in cui tornare con piacere.
È anche per questo che si raccomanda di valutare l’acquisto dell’usato solo verificando di persona il reale stato di conservazione dell’attrezzatura. Controlla la reputazione dei fornitori (quanto sono affidabili? Scegli brand riconosciuti come leader del fitness che possano offrirti supporto anche post vendita, non dimenticare che ogni attrezzatura acquistata avrà poi bisogno della sua manutenzione ordinaria annua) e assicurati che la garanzia sia inclusa.
Ogni macchinario da palestra ha un suo ruolo specifico nell’esperienza di allenamento che è bene conoscere. Qui di seguito trovi le principali tipologie di macchinari da palestra e i relativi costi (nel caso di acquisto diretto di attrezzatura nuova):
- Le macchine cardio sono quelle utilizzate per migliorare resistenza cardiovascolare (come ad es. i tapis-roulant, le cyclette, le ellittiche, i vogatori…); il costo medio oscilla tra i 10.000€ e i 30.000€.
- Le macchine isotoniche sono invece create per sviluppare forza e muscoli (rientrano in questa categoria di macchine la pressa per le gambe, quella per le spalle, per il torace, le lat machine…); qui il costo medio può arrivare anche ai 50.000€.
- Esiste poi una gamma di accessori e pesi utili per il c.d. allenamento di tipo funzionale (kettlebell, palle mediche, corde, strutture per il TRX…). Allestire una Sala Funzionale sotto ai 150 mq può arrivare a costare anche 30.000€ – 50.000€.
Non dimenticare di includere all’interno del tuo business plan i costi relativi all’arredamento della reception e degli spogliatoi (docce e servizi igienici inclusi). Tra gli interventi più comuni quando si apre una palestra troviamo inoltre la ripavimentazione (ad esempio per predisporre il pavimento in legno o simil-legno all’interno delle sale che ospiteranno corsi di danza e di yoga) e nuovi impianti di climatizzazione (si tratta di un costo che varia ovviamente in base ai metri quadri e che spesso si assesta sui 50.000€ – 60.000€).
4) Quale modello di business utilizzare
Nel momento in cui decidi di aprire una palestra fondamentale è capire che forma giuridica darle. È possibile scegliere tra un paio di opzioni spesso adottate dalle piccole e medie imprese, ricordandosi sempre che qualunque sia la struttura societaria adottata si tratta di una scelta che deve essere valutata con attenzione, in base alle tue specifiche necessità. Nel coinvolgere altri soci puoi scegliere se aprire:
- Una SNC – Società in nome collettivo in cui la responsabilità dei soci è illimitata e solidale nel caso di debiti sociali, inclusi stipendi e contributi;
- Una SRL- Società a responsabilità limitata, un’alternativa consigliata per due o più partner in affari in cui la responsabilità di ognuno è limitata appunto al capitale investito nella palestra, proteggendo così il proprio patrimonio personale; la SRL può rientrare a far parte di una SSD cioè una Società Sportiva Dilettantistica. Se riconosciuta dal Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RAS) ti permette di avere utili agevolazioni fiscali e, in base alla recente Riforma dello Sport, una parziale distribuzione degli utili, se prevista dal suo Statuto;
- Una ASD – Associazione Sportiva Dilettantistica: scelta ideale per una palestra senza fini di lucro. Per questa forma hai diritto a importanti sgravi fiscali (regime 398/1991) pensati per farti reinvestire gli utili nell’Associazione stessa (è vietato dividerseli). È promossa da due o più persone con atto costitutivo e Statuto.
5) Quali sono i passaggi legali per avviare la tua palestra
La normativa a carattere nazionale che regola l’apertura di nuove palestre in Italia prevede che il titolare debba presentare una serie di documenti e ottenere specifiche autorizzazioni senza le quali non è possibile avviare la propria attività. Vediamo insieme quali sono.
Dal punto di vista legale e amministrativo, avviare una palestra richiede degli adempimenti da assolvere in maniera obbligatoria. In qualità di titolare di una nuova palestra devi registrare la tua posizione fiscale alla Camera di Commercio cittadina iscrivendoti agli albi camerali con il tuo codice fiscale e procedere eventualmente con l’apertura di una partita IVA. Una volta fatto questo primo step, ecco i documenti che dovrai presentare per tutelare sia i tuoi clienti sia te stesso in qualità di gestore proprietario della palestra:
- Comunicazione di Inizio Attività, da presentare presso lo Sportello Unico delle Attività Produttive del Comune di riferimento in cui aprirai la palestra;
- Lo stesso Comune valuta se rilasciare o meno l’Autorizzazione per l’Esercizio di Attività Motoria e Ricreativa dietro alla presentazione di alcuni documenti preliminari che includono: la lista delle attività proposte dalla tua palestra, la dichiarazione di conformità dei locali e degli impianti, l’accettazione dell’incarico da parte del direttore tecnico, la polizza assicurativa per responsabilità civile, sufficiente per coprire eventuali danni contro terzi e in caso di infortuni (con premi annuali tra i 1.000€ e i 5.000€);
- Iscrizione a INPS e INAIL e apertura delle posizioni contributive dal punto di vista previdenziale: indispensabile sia per te in qualità di titolare sia per i tuoi collaboratori con contratto di lavoro da dipendenti;
- Idoneità della struttura in cui aprirai la palestra, rilasciata dalla ASL di competenza; gli spazi devono rispettare precisi requisiti igienico-sanitari;
- Documento di valutazione dei rischi (DVR) obbligatorio e necessario per garantire che le attività siano condotte in sicurezza, a tutela della salute dello staff e degli iscritti;
- Nel caso di grandi metrature (ad esempio quando i locali della palestra superano i 200 mq) o di capienza superiore alle 100 persone (incluso lo staff e il personale tecnico) occorre presentare obbligatoriamente anche la certificazione antincendio (DPR 151/2011, Attività 65);
- Fa’ attenzione a non dimenticare di curare gli aspetti in capo alla SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) per i diritti relativi all’uso di brani musicali e contenuti audiovisivi da diffondere all’interno degli spazi della palestra, sia nelle sale predisposte per eventuali corsi sia in sala macchine.
Nel caso tu abbia deciso di aprire una nuova palestra in forma di Società (SSD) o Associazione Sportiva (ASD), andranno aggiunte alla documentazione elencata qui sopra tre differenti iscrizioni:
- iscrizione al registro telematico del CONI;
- iscrizione al Registro delle Attività Sportive (RAS);
- Iscrizione al Registro della Federazione Sportiva nazionale di riferimento o, in alternativa, l’affiliazione ad un Ente di Promozione Sportiva che opera a livello nazionale.
6) Trovare investimenti
Aprire una palestra presuppone la ricerca di finanziamenti utili a coprire l’acquisto e la manutenzione delle attrezzature necessarie e degli spazi. In questa ricerca puoi puntare ad accordi di prestiti garantiti con la tua banca o con altri istituti bancari che applicano tassi di interesse agevolati, ricorrere ad investitori privati, contare su campagne di raccolta on line (crowdfunding) e ancora di agevolazioni ad hoc per il settore wellness.
Il primo consiglio utile in questo senso è di controllare periodicamente il sito di Invitalia.
Tra le agevolazioni più recenti segnaliamo l’incentivo “ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero” per donne e under 35, copre fino al 90% delle spese (ristrutturazione, attrezzature) con tassi agevolati; il Fondo Impresa Donna, la Nuova Sabatini del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per l’acquisto di beni strumentali come attrezzature sportive e macchinari; il Fondo di Garanzia PMI per un accesso al credito bancario con una garanzia pubblica.
Esistono poi agevolazioni che dipendono dalla sede/Regione fisica in cui aprirai la palestra, come ad esempio: Resto al Sud 2.0 (incentivi per aree del Sud e Centro Italia, spesso con una parte a fondo perduto e una a tasso agevolato), contributi “ad hoc” di Sport e Salute S.p.A., bandi regionali specifici per lo sport (ad es. Bando NIDI in Puglia). Per ASD e SSD il Fondo Unico per lo Sport rifinanziato per il 2025-2027, prevede contributi che includono bonus energetici per impianti.
Aprire una palestra in franchising: cosa serve
Nel settore delle palestre è ormai da anni prassi consolidata e molto diffusa aprire in franchising, appoggiandosi cioè ad un’azienda leader nel settore sport e wellness. In questo settore scegliere di affiliarsi può risultare vantaggioso rispetto al partire da zero e gestire una palestra indipendente.
Pensa ad esempio al grande successo e all’enorme diffusione di catene come FitActive, FitExpress, VirginActive. McFIT, Anytime Fitness, Urban Fitness: sono migliaia i centri palestra in franchising presenti in tutta la penisola.
Ognuna di queste realtà ha efficacemente puntato su caratteristiche come l’apertura h 24 per chi ha poco tempo libero ma non vuole rinunciare ad allenarsi, la presenza di sessioni 1:1 con il personal trainer per una clientela alto-spendente e altri aspetti cruciali per conquistare i propri abbonati.
Quanto costa aprire una palestra nel 2026?
Per aprire una palestra nel 2026 possiamo distinguere 3 diversi tipi di investimenti iniziali possibili, ipotizzando dei locali già pronti e quindi il solo allestimento:
- Tra 30.000€ e 50.000 €: attrezzature essenziali per cardio e pesistica;
- Tra 50.000€ e 100.000€: un assortimento più vasto di macchinari, con presenza di sale dedicate a sessioni di corsi diversificati e all’allenamento funzionale;
- Oltre i 100.000€: oltre a quanto già elencato, macchinari di ultima generazione e servizi extra come area relax, locali per sauna, bagno turco, stanza del sale…
Nel caso del franchising è il franchisor che in base alla sua esperienza propone investimenti iniziali già calibrati sulla redditività e per questo diversi in base al format di palestra che hai scelto di aprire e al budget a tua disposizione.
Aprire una palestra è redditizio?
Ma quindi quanto vale la pena aprire oggi una palestra in Italia? Numeri alla mano, le statistiche confermano che una nuova consapevolezza va sviluppandosi negli ultimi anni, legata al concetto di benessere psico-fisico e di longevity:
- L’Italia è al quarto posto in Europa per fatturato e il settore sportivo pesa per l’1.3% del PIL;
- Complice l’allungamento della vita media dei cittadini e l’acquisizione di buone abitudini che includono l’attività ginnica come misura necessaria per la prevenzione di patologie, è in crescita sia la partecipazione della popolazione over 55 sia i Millennials e la Generazione Z;
- Sono oggi oltre 5 milioni gli abbonati in palestra in Italia, con il mercato italiano in crescita del 10% rispetto al 2023.
Le opportunità redditizie concrete per chi vuole entrare a far parte del settore dunque non mancano. Alla luce di tutti questi aspetti, gli investimenti nel mercato del fitness risultano particolarmente interessanti dal punto di vista imprenditoriale.











