20′ Training Lab cresce: accordo con MK Kredit per il finanziamento degli affiliati

L’Expansione di 20′ Training Lab con MK Kredit
Aprile 2025 segna un momento cruciale per l’espansione di 20′ Training Lab, un marchio dinamico nel settore della formazione e dell’innovazione. In collaborazione con MK Kredit, un leader nel microcredito e nell’impact finance, l’accesso a finanziamenti diventa estremamente più pratico. Questo accordo rappresenta un’opportunità significativa per tutti gli affiliati, che ora potranno usufruire di finanziamenti fino a 100.000 euro. Le opzioni di rimborso sono flessibili, con una durata che può estendersi fino a 10 anni.
Il franchising di 20′ Training Lab si distingue per la sua proposta innovativa di formazione professionale, supportata da un brand solido e riconosciuto. L’accordo con MK Kredit non solo abbassa le barriere d’ingresso ai prestiti bancari, ma offre anche garanzie agevolate e procedure rapide. Questo aspetto è fondamentale, poiché consente a nuovi investitori di entrare nel network con maggiore sicurezza e in tempi ridotti. Grazie a questa collaborazione, 20′ Training Lab rappresenta una delle opzioni più interessanti per chi desidera investire in un futuro stabile e ricco di opportunità.
In conclusione, il consolidamento della partnership con MK Kredit garantisce non solo il supporto continuo agli affiliati, ma valorizza anche la reputazione e la solidità del marchio 20′ Training Lab.
Franchising 20′ Training Lab
20′ Training Lab è un franchising riconosciuto per la sua eccellenza nella formazione e sviluppo professionale. Con un modello di business innovativo e un forte supporto per gli affiliati, il marchio si posiziona come leader nel settore, offrendo opportunità di investimento sicure e redditizie per i suoi partner.
20′ Training LabDiventa il prossimo affiliato
20' Training Lab,
un modello che funziona, un franchising vincente
Capitale proprio : 35.000 €
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Benessere non è solo forma fisica: perché prendersi cura di sé è un atto di responsabilità
Smettila di pensare all’allenamento come a una punizione. Il benessere è un investimento su te stesso ogni giorno!
Quando si parla di benessere, la prima immagine che viene in mente è quasi sempre fisica: un corpo tonico, un peso sulla bilancia, un obiettivo estetico. Ma il benessere è qualcosa di più ampio, più profondo e – soprattutto – più sostenibile di così.
Cosa significa davvero stare bene
Stare bene non è uno stato che si raggiunge e si mantiene passivamente. È il risultato di scelte quotidiane che riguardano il corpo, la mente e le abitudini. Un corpo che si muove regolarmente produce endorfine, riduce i livelli di cortisolo – l’ormone dello stress – e migliora la qualità del sonno. Questi effetti non sono accessori: sono la base su cui si costruisce una qualità di vita migliore.
Prendersi cura di sé non è un lusso riservato a chi ha tempo e risorse. È una responsabilità verso se stessi – e, indirettamente, verso chi ci sta vicino.
Il problema dell’approccio “tutto o niente”
Uno degli ostacoli più comuni al benessere è il pensiero binario: o ci si allena tutti i giorni o non vale la pena iniziare. O si segue una dieta perfetta o tanto vale abbandonare. Questo approccio porta quasi sempre all’abbandono, perché non lascia spazio all’imperfezione – che è invece una componente normale di qualsiasi percorso reale.
Un percorso di benessere sostenibile non è quello più intenso. È quello che riesci a mantenere nel tempo, che si adatta alla tua vita invece di stravolgere la tua routine, che ti fa sentire meglio – non peggio – ogni volta che lo segui.
Personalizzazione: il vero lusso del benessere moderno
Non esiste un percorso uguale per tutti. Il corpo di ognuno ha caratteristiche, limiti e obiettivi diversi – e un programma che funziona per una persona può essere inutile o addirittura controproducente per un’altra. Per questo il personal trainer non è un’opzione riservata agli atleti: è lo strumento più efficace per costruire un percorso che funzioni davvero, per te, nel tuo contesto, con i tuoi tempi.
Da 20′ Training Lab ogni percorso inizia dall’ascolto. Prima di qualsiasi sessione, si parte dalla conoscenza della persona: i suoi obiettivi, la sua storia, le sue abitudini. Solo così l’allenamento diventa uno strumento di benessere reale – non una performance fine a se stessa.
Benessere come abitudine, non come obiettivo
L’errore più comune è trattare il benessere come un traguardo da raggiungere – “quando arrivo a quel peso”, “quando riesco ad allenarmi tre volte a settimana”. Il benessere non è una destinazione: è un modo di stare nel proprio corpo ogni giorno.
- Iniziare con poco, ma iniziare.
- Scegliere metodi che rispettino la tua vita.
- Affidarsi a chi sa guidarti senza giudicarti.
Questi sono i tre ingredienti di un percorso che dura – e che fa davvero la differenza.
Smettila di pensare all’allenamento come a una punizione. Il benessere è un investimento su te stesso ogni giorno!
Quando si parla di benessere, la prima immagine che viene in mente è quasi sempre fisica: un corpo tonico, un peso sulla bilancia, un obiettivo estetico. Ma il benessere è qualcosa di più ampio, più profondo e – soprattutto – più sostenibile di così.
Cosa significa davvero stare bene
Stare bene non è uno stato che si raggiunge e si mantiene passivamente. È il risultato di scelte quotidiane che riguardano il corpo, la mente e le abitudini. Un corpo che si muove regolarmente produce endorfine, riduce i livelli di cortisolo – l’ormone dello stress – e migliora la qualità del sonno. Questi effetti non sono accessori: sono la base su cui si costruisce una qualità di vita migliore.
Prendersi cura di sé non è un lusso riservato a chi ha tempo e risorse. È una responsabilità verso se stessi – e, indirettamente, verso chi ci sta vicino.
Il problema dell’approccio “tutto o niente”
Uno degli ostacoli più comuni al benessere è il pensiero binario: o ci si allena tutti i giorni o non vale la pena iniziare. O si segue una dieta perfetta o tanto vale abbandonare. Questo approccio porta quasi sempre all’abbandono, perché non lascia spazio all’imperfezione – che è invece una componente normale di qualsiasi percorso reale.
Un percorso di benessere sostenibile non è quello più intenso. È quello che riesci a mantenere nel tempo, che si adatta alla tua vita invece di stravolgere la tua routine, che ti fa sentire meglio – non peggio – ogni volta che lo segui.
Personalizzazione: il vero lusso del benessere moderno
Non esiste un percorso uguale per tutti. Il corpo di ognuno ha caratteristiche, limiti e obiettivi diversi – e un programma che funziona per una persona può essere inutile o addirittura controproducente per un’altra. Per questo il personal trainer non è un’opzione riservata agli atleti: è lo strumento più efficace per costruire un percorso che funzioni davvero, per te, nel tuo contesto, con i tuoi tempi.
Da 20′ Training Lab ogni percorso inizia dall’ascolto. Prima di qualsiasi sessione, si parte dalla conoscenza della persona: i suoi obiettivi, la sua storia, le sue abitudini. Solo così l’allenamento diventa uno strumento di benessere reale – non una performance fine a se stessa.
Benessere come abitudine, non come obiettivo
L’errore più comune è trattare il benessere come un traguardo da raggiungere – “quando arrivo a quel peso”, “quando riesco ad allenarmi tre volte a settimana”. Il benessere non è una destinazione: è un modo di stare nel proprio corpo ogni giorno.
- Iniziare con poco, ma iniziare.
- Scegliere metodi che rispettino la tua vita.
- Affidarsi a chi sa guidarti senza giudicarti.
Questi sono i tre ingredienti di un percorso che dura – e che fa davvero la differenza.


Aprire un centro fitness in franchising: cosa valutare prima di scegliere
Non tutti i franchising sono uguali. Ecco le domande giuste da farsi prima di investire nel settore fitness:
Il settore del fitness è uno dei mercati in maggiore crescita in Italia. Sempre più persone cercano soluzioni di allenamento efficaci, personalizzate e compatibili con i ritmi moderni – e questo crea opportunità concrete per chi vuole investire in un’attività imprenditoriale nel benessere.
Ma non tutti i franchising sono uguali. Prima di firmare qualsiasi contratto, è fondamentale capire cosa si sta scegliendo davvero – non solo il marchio, ma il modello, il supporto e le prospettive concrete di ritorno sull’investimento.
Il format: è replicabile e collaudato?
Il primo elemento da valutare è la solidità del format. Un buon franchising fitness non vende solo un logo: offre un sistema di lavoro già testato, con protocolli definiti, standard di qualità uniformi e un metodo che funziona indipendentemente da chi lo gestisce.
Chiedi sempre da quanti anni esiste il format, quante sedi sono state aperte e – soprattutto – quante sono ancora attive. Un alto tasso di chiusure è un segnale da non ignorare.
Il mercato: c’è domanda nella tua zona?
Aprire un centro fitness in una zona già satura di offerta tradizionale non è lo stesso che portare un format innovativo in un territorio inesplorato. Prima di scegliere la location, è essenziale fare un’analisi del bacino d’utenza: quante persone vivono nell’area di riferimento, qual è la concorrenza presente, esiste già una domanda per quel tipo di servizio.
Un buon franchisor ti supporta in questa analisi prima ancora che tu firmi qualsiasi accordo. Se non lo fa, è un segnale.
Il supporto: cosa succede dopo l’apertura?
Molti franchising offrono supporto intensivo nella fase di pre-apertura – formazione, allestimento, lancio – e poi lasciano l’affiliato a gestirsi da solo. Il supporto continuativo è invece uno degli elementi che fa davvero la differenza nel lungo periodo: aggiornamento del personale, strategie di marketing, assistenza operativa e gestionale.
Prima di scegliere, chiedi esattamente cosa è incluso nel contratto e cosa invece è a carico dell’affiliato.
I numeri: investimento, costi fissi e margini reali
Un franchising serio ti fornisce dati chiari e trasparenti: investimento iniziale totale, costi fissi mensili (affitto, royalties, personale), fatturato medio delle sedi attive e margine operativo atteso. Questi numeri non sono garanzie, ma ti permettono di costruire un business plan realistico e di valutare i tempi di ritorno sull’investimento.
Diffidate di chi promette margini straordinari senza fornire dati concreti a supporto. Un buon franchisee non ha bisogno di vendere sogni: ha numeri reali da mostrare.
Il prodotto: risolve un problema reale del mercato?
L’ultimo elemento – ma forse il più importante – è la qualità e la rilevanza del prodotto o servizio offerto. Nel fitness, questo significa chiedersi: questo format risponde a un bisogno reale e crescente? È differenziato rispetto all’offerta tradizionale? Ha un posizionamento chiaro?
Un centro di personal training con tecnologie innovative come EMS, Vaculab e Pilates Reformer risponde a tre esigenze concrete del mercato moderno: mancanza di tempo, desiderio di personalizzazione e ricerca di risultati misurabili. Non è la stessa cosa di una palestra tradizionale – e questo fa la differenza in termini di fidelizzazione, prezzo medio e margini.
Conclusione
Aprire un franchising fitness è una scelta imprenditoriale seria, che richiede analisi, domande giuste e un partner affidabile al tuo fianco. Il mercato offre opportunità reali, ma solo a chi sceglie con criterio.
Se stai valutando di aprire il tuo centro 20′ Training Lab, puoi richiedere il dossier informativo completo e programmare una call conoscitiva senza impegno.
Non tutti i franchising sono uguali. Ecco le domande giuste da farsi prima di investire nel settore fitness:
Il settore del fitness è uno dei mercati in maggiore crescita in Italia. Sempre più persone cercano soluzioni di allenamento efficaci, personalizzate e compatibili con i ritmi moderni – e questo crea opportunità concrete per chi vuole investire in un’attività imprenditoriale nel benessere.
Ma non tutti i franchising sono uguali. Prima di firmare qualsiasi contratto, è fondamentale capire cosa si sta scegliendo davvero – non solo il marchio, ma il modello, il supporto e le prospettive concrete di ritorno sull’investimento.
Il format: è replicabile e collaudato?
Il primo elemento da valutare è la solidità del format. Un buon franchising fitness non vende solo un logo: offre un sistema di lavoro già testato, con protocolli definiti, standard di qualità uniformi e un metodo che funziona indipendentemente da chi lo gestisce.
Chiedi sempre da quanti anni esiste il format, quante sedi sono state aperte e – soprattutto – quante sono ancora attive. Un alto tasso di chiusure è un segnale da non ignorare.
Il mercato: c’è domanda nella tua zona?
Aprire un centro fitness in una zona già satura di offerta tradizionale non è lo stesso che portare un format innovativo in un territorio inesplorato. Prima di scegliere la location, è essenziale fare un’analisi del bacino d’utenza: quante persone vivono nell’area di riferimento, qual è la concorrenza presente, esiste già una domanda per quel tipo di servizio.
Un buon franchisor ti supporta in questa analisi prima ancora che tu firmi qualsiasi accordo. Se non lo fa, è un segnale.
Il supporto: cosa succede dopo l’apertura?
Molti franchising offrono supporto intensivo nella fase di pre-apertura – formazione, allestimento, lancio – e poi lasciano l’affiliato a gestirsi da solo. Il supporto continuativo è invece uno degli elementi che fa davvero la differenza nel lungo periodo: aggiornamento del personale, strategie di marketing, assistenza operativa e gestionale.
Prima di scegliere, chiedi esattamente cosa è incluso nel contratto e cosa invece è a carico dell’affiliato.
I numeri: investimento, costi fissi e margini reali
Un franchising serio ti fornisce dati chiari e trasparenti: investimento iniziale totale, costi fissi mensili (affitto, royalties, personale), fatturato medio delle sedi attive e margine operativo atteso. Questi numeri non sono garanzie, ma ti permettono di costruire un business plan realistico e di valutare i tempi di ritorno sull’investimento.
Diffidate di chi promette margini straordinari senza fornire dati concreti a supporto. Un buon franchisee non ha bisogno di vendere sogni: ha numeri reali da mostrare.
Il prodotto: risolve un problema reale del mercato?
L’ultimo elemento – ma forse il più importante – è la qualità e la rilevanza del prodotto o servizio offerto. Nel fitness, questo significa chiedersi: questo format risponde a un bisogno reale e crescente? È differenziato rispetto all’offerta tradizionale? Ha un posizionamento chiaro?
Un centro di personal training con tecnologie innovative come EMS, Vaculab e Pilates Reformer risponde a tre esigenze concrete del mercato moderno: mancanza di tempo, desiderio di personalizzazione e ricerca di risultati misurabili. Non è la stessa cosa di una palestra tradizionale – e questo fa la differenza in termini di fidelizzazione, prezzo medio e margini.
Conclusione
Aprire un franchising fitness è una scelta imprenditoriale seria, che richiede analisi, domande giuste e un partner affidabile al tuo fianco. Il mercato offre opportunità reali, ma solo a chi sceglie con criterio.
Se stai valutando di aprire il tuo centro 20′ Training Lab, puoi richiedere il dossier informativo completo e programmare una call conoscitiva senza impegno.


Vaculab e dimagrimento localizzato: cosa succede davvero al tuo corpo durante la sessione
Non è solo sudore. Ecco la spiegazione scientifica di cosa accade dentro la cabina Vaculab in 30 minuti:
Quando si parla di dimagrimento localizzato, il mondo del fitness si divide in due: chi dice che è impossibile agire su zone specifiche del corpo e chi promette risultati miracolosi senza spiegare come. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo – e il Vaculab è uno degli strumenti che meglio dimostra come la tecnologia possa fare la differenza dove l’allenamento tradizionale fatica ad arrivare.
Cosa sono sottovuoto e infrarossi, e perché funzionano insieme:
Il sistema Vaculab si basa su tre elementi che agiscono in sinergia: il movimento fisico su tapis roulant, la tecnologia a raggi infrarossi e l’ambiente depressurizzato sottovuoto – il sistema Vacutherm.
- RAGGI INFRAROSSI: I raggi infrarossi riscaldano i tessuti dall’interno, portando la temperatura cutanea ad aumentare da 1°C a 4°C. Questo aumento termico accelera il metabolismo locale, favorisce la vasodilatazione e aumenta il flusso sanguigno nelle zone trattate – esattamente quelle più soggette all’accumulo adiposo: addome, fianchi, cosce e glutei.
- SOTTOVUOTO: Il sottovuoto, invece, agisce come una grande ventosa distribuita su tutta la parte inferiore del corpo. La pressione negativa stimola il microcircolo, favorisce il drenaggio linfatico e aiuta a mobilizzare i depositi adiposi localizzati – quelli che l’allenamento aerobico tradizionale raggiunge con difficoltà perché il corpo tende a attingere prima alle riserve energetiche più accessibili.
Perché il dimagrimento localizzato è così difficile con i metodi tradizionali?
Il corpo, durante un allenamento aerobico standard, utilizza il grasso come fonte energetica in modo generale – non preferenzialmente dalle zone in cui si accumula di più. Per questo fare centinaia di addominali non elimina il grasso addominale, e camminare sul tapis roulant per un’ora non agisce in modo specifico su fianchi e cosce.
Il Vaculab risolve questo limite agendo direttamente sulla circolazione locale: migliorando il flusso sanguigno nelle zone più “resistenti” del corpo, rende il grasso localizzato più accessibile come fonte energetica durante la sessione – e mantiene questo effetto attivo fino a 4-6 ore dopo l’allenamento, grazie all’accelerazione metabolica indotta dagli infrarossi.
I numeri: fino a 1.500 calorie in 30 minuti
In una sessione di 30 minuti con il sistema Vaculab è possibile bruciare fino a 1.500 calorie – circa quattro volte di più rispetto a un allenamento aerobico tradizionale della stessa durata. Questo dato non riguarda solo la perdita di peso in senso assoluto: riguarda l’efficienza del lavoro metabolico e la capacità del corpo di continuare a bruciare calorie anche a riposo nelle ore successive.
Cosa succede alla pelle e ai tessuti
Oltre all’effetto sul grasso localizzato, il Vaculab agisce in modo significativo sulla qualità dei tessuti cutanei. La stimolazione del microcircolo e la pressione negativa favoriscono la produzione di collagene, migliorano l’elasticità della pelle e riducono l’aspetto della cellulite – quella “pelle a buccia d’arancia” che dipende non solo dal grasso sottocutaneo ma anche dalla qualità del tessuto connettivo e dalla circolazione locale.
I risultati su questo fronte sono spesso tra i primi a essere percepiti: già dopo le prime sedute molte persone notano una sensazione di maggiore leggerezza e una pelle più tonica nelle zone trattate.
Non è magia: è tecnologia applicata al corpo
Il Vaculab non sostituisce uno stile di vita sano, un’alimentazione equilibrata o la costanza nell’allenamento. Quello che fa – e lo fa in modo documentato – è ottimizzare il lavoro del corpo nelle zone più difficili da raggiungere, riducendo i tempi necessari per vedere risultati concreti e rendendo ogni sessione più efficiente di quanto sarebbe possibile con i metodi tradizionali.
Per questo è particolarmente indicato in combinazione con l’EMS: i due metodi si complementano, agendo rispettivamente sulla componente muscolare e sulla componente metabolica e circolatoria del benessere fisico.
Ogni percorso Vaculab da 20′ Training Lab è seguito da un personal trainer dedicato, che personalizza intensità e frequenza delle sessioni in base agli obiettivi e alla risposta del corpo di ogni singola persona.
Non è solo sudore. Ecco la spiegazione scientifica di cosa accade dentro la cabina Vaculab in 30 minuti:
Quando si parla di dimagrimento localizzato, il mondo del fitness si divide in due: chi dice che è impossibile agire su zone specifiche del corpo e chi promette risultati miracolosi senza spiegare come. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo – e il Vaculab è uno degli strumenti che meglio dimostra come la tecnologia possa fare la differenza dove l’allenamento tradizionale fatica ad arrivare.
Cosa sono sottovuoto e infrarossi, e perché funzionano insieme:
Il sistema Vaculab si basa su tre elementi che agiscono in sinergia: il movimento fisico su tapis roulant, la tecnologia a raggi infrarossi e l’ambiente depressurizzato sottovuoto – il sistema Vacutherm.
- RAGGI INFRAROSSI: I raggi infrarossi riscaldano i tessuti dall’interno, portando la temperatura cutanea ad aumentare da 1°C a 4°C. Questo aumento termico accelera il metabolismo locale, favorisce la vasodilatazione e aumenta il flusso sanguigno nelle zone trattate – esattamente quelle più soggette all’accumulo adiposo: addome, fianchi, cosce e glutei.
- SOTTOVUOTO: Il sottovuoto, invece, agisce come una grande ventosa distribuita su tutta la parte inferiore del corpo. La pressione negativa stimola il microcircolo, favorisce il drenaggio linfatico e aiuta a mobilizzare i depositi adiposi localizzati – quelli che l’allenamento aerobico tradizionale raggiunge con difficoltà perché il corpo tende a attingere prima alle riserve energetiche più accessibili.
Perché il dimagrimento localizzato è così difficile con i metodi tradizionali?
Il corpo, durante un allenamento aerobico standard, utilizza il grasso come fonte energetica in modo generale – non preferenzialmente dalle zone in cui si accumula di più. Per questo fare centinaia di addominali non elimina il grasso addominale, e camminare sul tapis roulant per un’ora non agisce in modo specifico su fianchi e cosce.
Il Vaculab risolve questo limite agendo direttamente sulla circolazione locale: migliorando il flusso sanguigno nelle zone più “resistenti” del corpo, rende il grasso localizzato più accessibile come fonte energetica durante la sessione – e mantiene questo effetto attivo fino a 4-6 ore dopo l’allenamento, grazie all’accelerazione metabolica indotta dagli infrarossi.
I numeri: fino a 1.500 calorie in 30 minuti
In una sessione di 30 minuti con il sistema Vaculab è possibile bruciare fino a 1.500 calorie – circa quattro volte di più rispetto a un allenamento aerobico tradizionale della stessa durata. Questo dato non riguarda solo la perdita di peso in senso assoluto: riguarda l’efficienza del lavoro metabolico e la capacità del corpo di continuare a bruciare calorie anche a riposo nelle ore successive.
Cosa succede alla pelle e ai tessuti
Oltre all’effetto sul grasso localizzato, il Vaculab agisce in modo significativo sulla qualità dei tessuti cutanei. La stimolazione del microcircolo e la pressione negativa favoriscono la produzione di collagene, migliorano l’elasticità della pelle e riducono l’aspetto della cellulite – quella “pelle a buccia d’arancia” che dipende non solo dal grasso sottocutaneo ma anche dalla qualità del tessuto connettivo e dalla circolazione locale.
I risultati su questo fronte sono spesso tra i primi a essere percepiti: già dopo le prime sedute molte persone notano una sensazione di maggiore leggerezza e una pelle più tonica nelle zone trattate.
Non è magia: è tecnologia applicata al corpo
Il Vaculab non sostituisce uno stile di vita sano, un’alimentazione equilibrata o la costanza nell’allenamento. Quello che fa – e lo fa in modo documentato – è ottimizzare il lavoro del corpo nelle zone più difficili da raggiungere, riducendo i tempi necessari per vedere risultati concreti e rendendo ogni sessione più efficiente di quanto sarebbe possibile con i metodi tradizionali.
Per questo è particolarmente indicato in combinazione con l’EMS: i due metodi si complementano, agendo rispettivamente sulla componente muscolare e sulla componente metabolica e circolatoria del benessere fisico.
Ogni percorso Vaculab da 20′ Training Lab è seguito da un personal trainer dedicato, che personalizza intensità e frequenza delle sessioni in base agli obiettivi e alla risposta del corpo di ogni singola persona.


Caldo, stanchezza e voglia di muoversi: come ti aiuta l'allenamento
Sfatiamo il mito che con il caldo sia meglio fermarsi del tutto
“Fa troppo caldo per allenarmi” è una delle frasi più comuni in estate. È comprensibile: il caldo affatica, le energie sembrano già poche, e l’idea di un allenamento intenso può sembrare l’ultima cosa di cui si ha bisogno. Ma fermarsi del tutto non è sempre la scelta giusta – spesso è proprio il contrario di quello che serve.
Perché il movimento aiuta anche quando si è stanchi
La stanchezza estiva, legata al caldo e ai cambi di ritmo della stagione, non si risolve sempre con l’immobilità. Il movimento moderato stimola la circolazione, favorisce l’ossigenazione dei tessuti e può contribuire a una sensazione di maggiore energia, non di ulteriore spossatezza – a patto che l’allenamento sia calibrato bene, sia per intensità che per durata.
Il problema non è allenarsi in estate. È farlo nel modo sbagliato: sessioni troppo lunghe, troppo intense, o programmate nelle ore più calde della giornata.
Perché un allenamento breve fa la differenza
Un allenamento da 20-30 minuti, ben strutturato e seguito da un personal trainer, è molto diverso da un’ora di sforzo prolungato. Permette di ottenere uno stimolo efficace senza il logoramento che il caldo amplifica in sessioni lunghe. Anche dal punto di vista pratico, è più semplice da inserire in una giornata estiva già più piena di impegni diversi dal solito.
Ascoltare il corpo, non rinunciare al movimento
C’è una differenza importante tra “ascoltare la stanchezza” e “usarla come scusa per fermarsi del tutto”. Un corpo che si muove poco, soprattutto nei mesi più caldi, tende a sentirsi più pesante e meno energico – non il contrario. Il movimento regolare, anche breve, aiuta a rompere questo circolo.
Il ruolo del personal trainer in questo equilibrio
Avere un trainer dedicato significa anche questo: calibrare l’allenamento su come ci si sente quel giorno, senza dover scegliere tra “spingere troppo” o “saltare tutto”. In 20′ Training Lab, ogni sessione si adatta alla persona – anche nelle settimane più calde dell’anno.
Sfatiamo il mito che con il caldo sia meglio fermarsi del tutto
“Fa troppo caldo per allenarmi” è una delle frasi più comuni in estate. È comprensibile: il caldo affatica, le energie sembrano già poche, e l’idea di un allenamento intenso può sembrare l’ultima cosa di cui si ha bisogno. Ma fermarsi del tutto non è sempre la scelta giusta – spesso è proprio il contrario di quello che serve.
Perché il movimento aiuta anche quando si è stanchi
La stanchezza estiva, legata al caldo e ai cambi di ritmo della stagione, non si risolve sempre con l’immobilità. Il movimento moderato stimola la circolazione, favorisce l’ossigenazione dei tessuti e può contribuire a una sensazione di maggiore energia, non di ulteriore spossatezza – a patto che l’allenamento sia calibrato bene, sia per intensità che per durata.
Il problema non è allenarsi in estate. È farlo nel modo sbagliato: sessioni troppo lunghe, troppo intense, o programmate nelle ore più calde della giornata.
Perché un allenamento breve fa la differenza
Un allenamento da 20-30 minuti, ben strutturato e seguito da un personal trainer, è molto diverso da un’ora di sforzo prolungato. Permette di ottenere uno stimolo efficace senza il logoramento che il caldo amplifica in sessioni lunghe. Anche dal punto di vista pratico, è più semplice da inserire in una giornata estiva già più piena di impegni diversi dal solito.
Ascoltare il corpo, non rinunciare al movimento
C’è una differenza importante tra “ascoltare la stanchezza” e “usarla come scusa per fermarsi del tutto”. Un corpo che si muove poco, soprattutto nei mesi più caldi, tende a sentirsi più pesante e meno energico – non il contrario. Il movimento regolare, anche breve, aiuta a rompere questo circolo.
Il ruolo del personal trainer in questo equilibrio
Avere un trainer dedicato significa anche questo: calibrare l’allenamento su come ci si sente quel giorno, senza dover scegliere tra “spingere troppo” o “saltare tutto”. In 20′ Training Lab, ogni sessione si adatta alla persona – anche nelle settimane più calde dell’anno.
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Benessere non è solo forma fisica: perché prendersi cura di sé è un atto di responsabilità
Smettila di pensare all’allenamento come a una punizione. Il benessere è un investimento su te stesso ogni giorno!
Quando si parla di benessere, la prima immagine che viene in mente è quasi sempre fisica: un corpo tonico, un peso sulla bilancia, un obiettivo estetico. Ma il benessere è qualcosa di più ampio, più profondo e – soprattutto – più sostenibile di così.
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Stare bene non è uno stato che si raggiunge e si mantiene passivamente. È il risultato di scelte quotidiane che riguardano il corpo, la mente e le abitudini. Un corpo che si muove regolarmente produce endorfine, riduce i livelli di cortisolo – l’ormone dello stress – e migliora la qualità del sonno. Questi effetti non sono accessori: sono la base su cui si costruisce una qualità di vita migliore.
Prendersi cura di sé non è un lusso riservato a chi ha tempo e risorse. È una responsabilità verso se stessi – e, indirettamente, verso chi ci sta vicino.
Il problema dell’approccio “tutto o niente”
Uno degli ostacoli più comuni al benessere è il pensiero binario: o ci si allena tutti i giorni o non vale la pena iniziare. O si segue una dieta perfetta o tanto vale abbandonare. Questo approccio porta quasi sempre all’abbandono, perché non lascia spazio all’imperfezione – che è invece una componente normale di qualsiasi percorso reale.
Un percorso di benessere sostenibile non è quello più intenso. È quello che riesci a mantenere nel tempo, che si adatta alla tua vita invece di stravolgere la tua routine, che ti fa sentire meglio – non peggio – ogni volta che lo segui.
Personalizzazione: il vero lusso del benessere moderno
Non esiste un percorso uguale per tutti. Il corpo di ognuno ha caratteristiche, limiti e obiettivi diversi – e un programma che funziona per una persona può essere inutile o addirittura controproducente per un’altra. Per questo il personal trainer non è un’opzione riservata agli atleti: è lo strumento più efficace per costruire un percorso che funzioni davvero, per te, nel tuo contesto, con i tuoi tempi.
Da 20′ Training Lab ogni percorso inizia dall’ascolto. Prima di qualsiasi sessione, si parte dalla conoscenza della persona: i suoi obiettivi, la sua storia, le sue abitudini. Solo così l’allenamento diventa uno strumento di benessere reale – non una performance fine a se stessa.
Benessere come abitudine, non come obiettivo
L’errore più comune è trattare il benessere come un traguardo da raggiungere – “quando arrivo a quel peso”, “quando riesco ad allenarmi tre volte a settimana”. Il benessere non è una destinazione: è un modo di stare nel proprio corpo ogni giorno.
- Iniziare con poco, ma iniziare.
- Scegliere metodi che rispettino la tua vita.
- Affidarsi a chi sa guidarti senza giudicarti.
Questi sono i tre ingredienti di un percorso che dura – e che fa davvero la differenza.
Smettila di pensare all’allenamento come a una punizione. Il benessere è un investimento su te stesso ogni giorno!
Quando si parla di benessere, la prima immagine che viene in mente è quasi sempre fisica: un corpo tonico, un peso sulla bilancia, un obiettivo estetico. Ma il benessere è qualcosa di più ampio, più profondo e – soprattutto – più sostenibile di così.
Cosa significa davvero stare bene
Stare bene non è uno stato che si raggiunge e si mantiene passivamente. È il risultato di scelte quotidiane che riguardano il corpo, la mente e le abitudini. Un corpo che si muove regolarmente produce endorfine, riduce i livelli di cortisolo – l’ormone dello stress – e migliora la qualità del sonno. Questi effetti non sono accessori: sono la base su cui si costruisce una qualità di vita migliore.
Prendersi cura di sé non è un lusso riservato a chi ha tempo e risorse. È una responsabilità verso se stessi – e, indirettamente, verso chi ci sta vicino.
Il problema dell’approccio “tutto o niente”
Uno degli ostacoli più comuni al benessere è il pensiero binario: o ci si allena tutti i giorni o non vale la pena iniziare. O si segue una dieta perfetta o tanto vale abbandonare. Questo approccio porta quasi sempre all’abbandono, perché non lascia spazio all’imperfezione – che è invece una componente normale di qualsiasi percorso reale.
Un percorso di benessere sostenibile non è quello più intenso. È quello che riesci a mantenere nel tempo, che si adatta alla tua vita invece di stravolgere la tua routine, che ti fa sentire meglio – non peggio – ogni volta che lo segui.
Personalizzazione: il vero lusso del benessere moderno
Non esiste un percorso uguale per tutti. Il corpo di ognuno ha caratteristiche, limiti e obiettivi diversi – e un programma che funziona per una persona può essere inutile o addirittura controproducente per un’altra. Per questo il personal trainer non è un’opzione riservata agli atleti: è lo strumento più efficace per costruire un percorso che funzioni davvero, per te, nel tuo contesto, con i tuoi tempi.
Da 20′ Training Lab ogni percorso inizia dall’ascolto. Prima di qualsiasi sessione, si parte dalla conoscenza della persona: i suoi obiettivi, la sua storia, le sue abitudini. Solo così l’allenamento diventa uno strumento di benessere reale – non una performance fine a se stessa.
Benessere come abitudine, non come obiettivo
L’errore più comune è trattare il benessere come un traguardo da raggiungere – “quando arrivo a quel peso”, “quando riesco ad allenarmi tre volte a settimana”. Il benessere non è una destinazione: è un modo di stare nel proprio corpo ogni giorno.
- Iniziare con poco, ma iniziare.
- Scegliere metodi che rispettino la tua vita.
- Affidarsi a chi sa guidarti senza giudicarti.
Questi sono i tre ingredienti di un percorso che dura – e che fa davvero la differenza.


Aprire un centro fitness in franchising: cosa valutare prima di scegliere
Non tutti i franchising sono uguali. Ecco le domande giuste da farsi prima di investire nel settore fitness:
Il settore del fitness è uno dei mercati in maggiore crescita in Italia. Sempre più persone cercano soluzioni di allenamento efficaci, personalizzate e compatibili con i ritmi moderni – e questo crea opportunità concrete per chi vuole investire in un’attività imprenditoriale nel benessere.
Ma non tutti i franchising sono uguali. Prima di firmare qualsiasi contratto, è fondamentale capire cosa si sta scegliendo davvero – non solo il marchio, ma il modello, il supporto e le prospettive concrete di ritorno sull’investimento.
Il format: è replicabile e collaudato?
Il primo elemento da valutare è la solidità del format. Un buon franchising fitness non vende solo un logo: offre un sistema di lavoro già testato, con protocolli definiti, standard di qualità uniformi e un metodo che funziona indipendentemente da chi lo gestisce.
Chiedi sempre da quanti anni esiste il format, quante sedi sono state aperte e – soprattutto – quante sono ancora attive. Un alto tasso di chiusure è un segnale da non ignorare.
Il mercato: c’è domanda nella tua zona?
Aprire un centro fitness in una zona già satura di offerta tradizionale non è lo stesso che portare un format innovativo in un territorio inesplorato. Prima di scegliere la location, è essenziale fare un’analisi del bacino d’utenza: quante persone vivono nell’area di riferimento, qual è la concorrenza presente, esiste già una domanda per quel tipo di servizio.
Un buon franchisor ti supporta in questa analisi prima ancora che tu firmi qualsiasi accordo. Se non lo fa, è un segnale.
Il supporto: cosa succede dopo l’apertura?
Molti franchising offrono supporto intensivo nella fase di pre-apertura – formazione, allestimento, lancio – e poi lasciano l’affiliato a gestirsi da solo. Il supporto continuativo è invece uno degli elementi che fa davvero la differenza nel lungo periodo: aggiornamento del personale, strategie di marketing, assistenza operativa e gestionale.
Prima di scegliere, chiedi esattamente cosa è incluso nel contratto e cosa invece è a carico dell’affiliato.
I numeri: investimento, costi fissi e margini reali
Un franchising serio ti fornisce dati chiari e trasparenti: investimento iniziale totale, costi fissi mensili (affitto, royalties, personale), fatturato medio delle sedi attive e margine operativo atteso. Questi numeri non sono garanzie, ma ti permettono di costruire un business plan realistico e di valutare i tempi di ritorno sull’investimento.
Diffidate di chi promette margini straordinari senza fornire dati concreti a supporto. Un buon franchisee non ha bisogno di vendere sogni: ha numeri reali da mostrare.
Il prodotto: risolve un problema reale del mercato?
L’ultimo elemento – ma forse il più importante – è la qualità e la rilevanza del prodotto o servizio offerto. Nel fitness, questo significa chiedersi: questo format risponde a un bisogno reale e crescente? È differenziato rispetto all’offerta tradizionale? Ha un posizionamento chiaro?
Un centro di personal training con tecnologie innovative come EMS, Vaculab e Pilates Reformer risponde a tre esigenze concrete del mercato moderno: mancanza di tempo, desiderio di personalizzazione e ricerca di risultati misurabili. Non è la stessa cosa di una palestra tradizionale – e questo fa la differenza in termini di fidelizzazione, prezzo medio e margini.
Conclusione
Aprire un franchising fitness è una scelta imprenditoriale seria, che richiede analisi, domande giuste e un partner affidabile al tuo fianco. Il mercato offre opportunità reali, ma solo a chi sceglie con criterio.
Se stai valutando di aprire il tuo centro 20′ Training Lab, puoi richiedere il dossier informativo completo e programmare una call conoscitiva senza impegno.
Non tutti i franchising sono uguali. Ecco le domande giuste da farsi prima di investire nel settore fitness:
Il settore del fitness è uno dei mercati in maggiore crescita in Italia. Sempre più persone cercano soluzioni di allenamento efficaci, personalizzate e compatibili con i ritmi moderni – e questo crea opportunità concrete per chi vuole investire in un’attività imprenditoriale nel benessere.
Ma non tutti i franchising sono uguali. Prima di firmare qualsiasi contratto, è fondamentale capire cosa si sta scegliendo davvero – non solo il marchio, ma il modello, il supporto e le prospettive concrete di ritorno sull’investimento.
Il format: è replicabile e collaudato?
Il primo elemento da valutare è la solidità del format. Un buon franchising fitness non vende solo un logo: offre un sistema di lavoro già testato, con protocolli definiti, standard di qualità uniformi e un metodo che funziona indipendentemente da chi lo gestisce.
Chiedi sempre da quanti anni esiste il format, quante sedi sono state aperte e – soprattutto – quante sono ancora attive. Un alto tasso di chiusure è un segnale da non ignorare.
Il mercato: c’è domanda nella tua zona?
Aprire un centro fitness in una zona già satura di offerta tradizionale non è lo stesso che portare un format innovativo in un territorio inesplorato. Prima di scegliere la location, è essenziale fare un’analisi del bacino d’utenza: quante persone vivono nell’area di riferimento, qual è la concorrenza presente, esiste già una domanda per quel tipo di servizio.
Un buon franchisor ti supporta in questa analisi prima ancora che tu firmi qualsiasi accordo. Se non lo fa, è un segnale.
Il supporto: cosa succede dopo l’apertura?
Molti franchising offrono supporto intensivo nella fase di pre-apertura – formazione, allestimento, lancio – e poi lasciano l’affiliato a gestirsi da solo. Il supporto continuativo è invece uno degli elementi che fa davvero la differenza nel lungo periodo: aggiornamento del personale, strategie di marketing, assistenza operativa e gestionale.
Prima di scegliere, chiedi esattamente cosa è incluso nel contratto e cosa invece è a carico dell’affiliato.
I numeri: investimento, costi fissi e margini reali
Un franchising serio ti fornisce dati chiari e trasparenti: investimento iniziale totale, costi fissi mensili (affitto, royalties, personale), fatturato medio delle sedi attive e margine operativo atteso. Questi numeri non sono garanzie, ma ti permettono di costruire un business plan realistico e di valutare i tempi di ritorno sull’investimento.
Diffidate di chi promette margini straordinari senza fornire dati concreti a supporto. Un buon franchisee non ha bisogno di vendere sogni: ha numeri reali da mostrare.
Il prodotto: risolve un problema reale del mercato?
L’ultimo elemento – ma forse il più importante – è la qualità e la rilevanza del prodotto o servizio offerto. Nel fitness, questo significa chiedersi: questo format risponde a un bisogno reale e crescente? È differenziato rispetto all’offerta tradizionale? Ha un posizionamento chiaro?
Un centro di personal training con tecnologie innovative come EMS, Vaculab e Pilates Reformer risponde a tre esigenze concrete del mercato moderno: mancanza di tempo, desiderio di personalizzazione e ricerca di risultati misurabili. Non è la stessa cosa di una palestra tradizionale – e questo fa la differenza in termini di fidelizzazione, prezzo medio e margini.
Conclusione
Aprire un franchising fitness è una scelta imprenditoriale seria, che richiede analisi, domande giuste e un partner affidabile al tuo fianco. Il mercato offre opportunità reali, ma solo a chi sceglie con criterio.
Se stai valutando di aprire il tuo centro 20′ Training Lab, puoi richiedere il dossier informativo completo e programmare una call conoscitiva senza impegno.


Vaculab e dimagrimento localizzato: cosa succede davvero al tuo corpo durante la sessione
Non è solo sudore. Ecco la spiegazione scientifica di cosa accade dentro la cabina Vaculab in 30 minuti:
Quando si parla di dimagrimento localizzato, il mondo del fitness si divide in due: chi dice che è impossibile agire su zone specifiche del corpo e chi promette risultati miracolosi senza spiegare come. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo – e il Vaculab è uno degli strumenti che meglio dimostra come la tecnologia possa fare la differenza dove l’allenamento tradizionale fatica ad arrivare.
Cosa sono sottovuoto e infrarossi, e perché funzionano insieme:
Il sistema Vaculab si basa su tre elementi che agiscono in sinergia: il movimento fisico su tapis roulant, la tecnologia a raggi infrarossi e l’ambiente depressurizzato sottovuoto – il sistema Vacutherm.
- RAGGI INFRAROSSI: I raggi infrarossi riscaldano i tessuti dall’interno, portando la temperatura cutanea ad aumentare da 1°C a 4°C. Questo aumento termico accelera il metabolismo locale, favorisce la vasodilatazione e aumenta il flusso sanguigno nelle zone trattate – esattamente quelle più soggette all’accumulo adiposo: addome, fianchi, cosce e glutei.
- SOTTOVUOTO: Il sottovuoto, invece, agisce come una grande ventosa distribuita su tutta la parte inferiore del corpo. La pressione negativa stimola il microcircolo, favorisce il drenaggio linfatico e aiuta a mobilizzare i depositi adiposi localizzati – quelli che l’allenamento aerobico tradizionale raggiunge con difficoltà perché il corpo tende a attingere prima alle riserve energetiche più accessibili.
Perché il dimagrimento localizzato è così difficile con i metodi tradizionali?
Il corpo, durante un allenamento aerobico standard, utilizza il grasso come fonte energetica in modo generale – non preferenzialmente dalle zone in cui si accumula di più. Per questo fare centinaia di addominali non elimina il grasso addominale, e camminare sul tapis roulant per un’ora non agisce in modo specifico su fianchi e cosce.
Il Vaculab risolve questo limite agendo direttamente sulla circolazione locale: migliorando il flusso sanguigno nelle zone più “resistenti” del corpo, rende il grasso localizzato più accessibile come fonte energetica durante la sessione – e mantiene questo effetto attivo fino a 4-6 ore dopo l’allenamento, grazie all’accelerazione metabolica indotta dagli infrarossi.
I numeri: fino a 1.500 calorie in 30 minuti
In una sessione di 30 minuti con il sistema Vaculab è possibile bruciare fino a 1.500 calorie – circa quattro volte di più rispetto a un allenamento aerobico tradizionale della stessa durata. Questo dato non riguarda solo la perdita di peso in senso assoluto: riguarda l’efficienza del lavoro metabolico e la capacità del corpo di continuare a bruciare calorie anche a riposo nelle ore successive.
Cosa succede alla pelle e ai tessuti
Oltre all’effetto sul grasso localizzato, il Vaculab agisce in modo significativo sulla qualità dei tessuti cutanei. La stimolazione del microcircolo e la pressione negativa favoriscono la produzione di collagene, migliorano l’elasticità della pelle e riducono l’aspetto della cellulite – quella “pelle a buccia d’arancia” che dipende non solo dal grasso sottocutaneo ma anche dalla qualità del tessuto connettivo e dalla circolazione locale.
I risultati su questo fronte sono spesso tra i primi a essere percepiti: già dopo le prime sedute molte persone notano una sensazione di maggiore leggerezza e una pelle più tonica nelle zone trattate.
Non è magia: è tecnologia applicata al corpo
Il Vaculab non sostituisce uno stile di vita sano, un’alimentazione equilibrata o la costanza nell’allenamento. Quello che fa – e lo fa in modo documentato – è ottimizzare il lavoro del corpo nelle zone più difficili da raggiungere, riducendo i tempi necessari per vedere risultati concreti e rendendo ogni sessione più efficiente di quanto sarebbe possibile con i metodi tradizionali.
Per questo è particolarmente indicato in combinazione con l’EMS: i due metodi si complementano, agendo rispettivamente sulla componente muscolare e sulla componente metabolica e circolatoria del benessere fisico.
Ogni percorso Vaculab da 20′ Training Lab è seguito da un personal trainer dedicato, che personalizza intensità e frequenza delle sessioni in base agli obiettivi e alla risposta del corpo di ogni singola persona.
Non è solo sudore. Ecco la spiegazione scientifica di cosa accade dentro la cabina Vaculab in 30 minuti:
Quando si parla di dimagrimento localizzato, il mondo del fitness si divide in due: chi dice che è impossibile agire su zone specifiche del corpo e chi promette risultati miracolosi senza spiegare come. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo – e il Vaculab è uno degli strumenti che meglio dimostra come la tecnologia possa fare la differenza dove l’allenamento tradizionale fatica ad arrivare.
Cosa sono sottovuoto e infrarossi, e perché funzionano insieme:
Il sistema Vaculab si basa su tre elementi che agiscono in sinergia: il movimento fisico su tapis roulant, la tecnologia a raggi infrarossi e l’ambiente depressurizzato sottovuoto – il sistema Vacutherm.
- RAGGI INFRAROSSI: I raggi infrarossi riscaldano i tessuti dall’interno, portando la temperatura cutanea ad aumentare da 1°C a 4°C. Questo aumento termico accelera il metabolismo locale, favorisce la vasodilatazione e aumenta il flusso sanguigno nelle zone trattate – esattamente quelle più soggette all’accumulo adiposo: addome, fianchi, cosce e glutei.
- SOTTOVUOTO: Il sottovuoto, invece, agisce come una grande ventosa distribuita su tutta la parte inferiore del corpo. La pressione negativa stimola il microcircolo, favorisce il drenaggio linfatico e aiuta a mobilizzare i depositi adiposi localizzati – quelli che l’allenamento aerobico tradizionale raggiunge con difficoltà perché il corpo tende a attingere prima alle riserve energetiche più accessibili.
Perché il dimagrimento localizzato è così difficile con i metodi tradizionali?
Il corpo, durante un allenamento aerobico standard, utilizza il grasso come fonte energetica in modo generale – non preferenzialmente dalle zone in cui si accumula di più. Per questo fare centinaia di addominali non elimina il grasso addominale, e camminare sul tapis roulant per un’ora non agisce in modo specifico su fianchi e cosce.
Il Vaculab risolve questo limite agendo direttamente sulla circolazione locale: migliorando il flusso sanguigno nelle zone più “resistenti” del corpo, rende il grasso localizzato più accessibile come fonte energetica durante la sessione – e mantiene questo effetto attivo fino a 4-6 ore dopo l’allenamento, grazie all’accelerazione metabolica indotta dagli infrarossi.
I numeri: fino a 1.500 calorie in 30 minuti
In una sessione di 30 minuti con il sistema Vaculab è possibile bruciare fino a 1.500 calorie – circa quattro volte di più rispetto a un allenamento aerobico tradizionale della stessa durata. Questo dato non riguarda solo la perdita di peso in senso assoluto: riguarda l’efficienza del lavoro metabolico e la capacità del corpo di continuare a bruciare calorie anche a riposo nelle ore successive.
Cosa succede alla pelle e ai tessuti
Oltre all’effetto sul grasso localizzato, il Vaculab agisce in modo significativo sulla qualità dei tessuti cutanei. La stimolazione del microcircolo e la pressione negativa favoriscono la produzione di collagene, migliorano l’elasticità della pelle e riducono l’aspetto della cellulite – quella “pelle a buccia d’arancia” che dipende non solo dal grasso sottocutaneo ma anche dalla qualità del tessuto connettivo e dalla circolazione locale.
I risultati su questo fronte sono spesso tra i primi a essere percepiti: già dopo le prime sedute molte persone notano una sensazione di maggiore leggerezza e una pelle più tonica nelle zone trattate.
Non è magia: è tecnologia applicata al corpo
Il Vaculab non sostituisce uno stile di vita sano, un’alimentazione equilibrata o la costanza nell’allenamento. Quello che fa – e lo fa in modo documentato – è ottimizzare il lavoro del corpo nelle zone più difficili da raggiungere, riducendo i tempi necessari per vedere risultati concreti e rendendo ogni sessione più efficiente di quanto sarebbe possibile con i metodi tradizionali.
Per questo è particolarmente indicato in combinazione con l’EMS: i due metodi si complementano, agendo rispettivamente sulla componente muscolare e sulla componente metabolica e circolatoria del benessere fisico.
Ogni percorso Vaculab da 20′ Training Lab è seguito da un personal trainer dedicato, che personalizza intensità e frequenza delle sessioni in base agli obiettivi e alla risposta del corpo di ogni singola persona.