In un panorama commerciale dove i grandi retailer della moda e dell’elettronica (come dimostrano le recenti espansioni di Mango o le strategie di catene come Fnac) continuano a ridisegnare la mappa fisica dello shopping, c’è un settore in Italia che non solo resiste, ma trionfa, e lo fa all’insegna della sostenibilità: l’usato.
Mercatino Franchising, da decenni punto di riferimento per il riuso sul territorio nazionale, ha celebrato il suo trentesimo anniversario con un risultato da capogiro: un fatturato record di oltre 112 milioni di euro nel 2024, segnando una crescita robusta del 5,42% rispetto all’anno precedente. Numeri che confermano, se ce ne fosse bisogno, la leadership incontrastata nel mercato dell’intermediazione dell’usato in Italia.
La formula vincente: riuso e tecnologia
Il successo di Mercatino non è solo una cifra economica, ma la prova tangibile che il modello dell’ Economia Circolare è pienamente maturo e redditizio. La chiave del traguardo risiede in una combinazione equilibrata di presenza fisica e strategia digitale.
Con una rete che conta circa 190 negozi e l’obiettivo di raggiungere i 200 punti vendita con sette nuove aperture in programma, Mercatino ha saputo intercettare una platea sempre più vasta e consapevole. Ma è l’integrazione con l’e-commerce ad aver dato uno slancio straordinario, ampliando la portata dei prodotti di seconda mano ben oltre il quartiere.
L’azienda, guidata dal presidente Sebastiano Marinaccio, sottolinea che questo incremento è frutto della “combinazione tra innovazione tecnologica e sostenibilità, per offrire un’esperienza d’acquisto sempre più consapevole”. Le categorie più richieste? Si spazia dall’ usato firmato (un vero trend) agli articoli per la casa, cucina e l’arredamento.
Un impatto che pesa (e salva) l’ambiente
Ciò che rende la notizia particolarmente interessante non è solo il lato economico, ma l’enorme beneficio ambientale misurato in modo scientifico.
Attraverso collaborazioni con istituti di ricerca come Eco-Innovazione (Spin-off ENEA), Mercatino calcola l’impatto del suo modello di riuso con il metodo LCA (Life Cycle Assessment). Solo nel 2024, questa pratica ha permesso di evitare l’emissione di ben 75.858 tonnellate di CO₂. Ma il dato che fa riflettere riguarda l’intero percorso trentennale dell’azienda: il riuso ha complessivamente risparmiato 1,9 milioni di tonnellate di CO₂.
Per rendere l’idea della portata di questo risultato: 1,9 milioni di tonnellate di CO₂ risparmiate equivalgono a neutralizzare le emissioni prodotte da 300.000 automobili che compiono un intero giro del mondo! Questo enorme risparmio non è solo teoria, ma è il risultato concreto di aver evitato l’estrazione di nuove materie prime, la produzione industriale e lo smaltimento in discarica di milioni di oggetti.
Questo storico traguardo non celebra solo la longevità dell’azienda, ma certifica che il riuso e il consumo responsabile sono passati dall’essere una nicchia a un motore trainante dell’economia italiana, dimostrando che fare bene all’ambiente può tradursi in un business estremamente brillante.
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Innovazione e fidelizzazione: la strategia 2026
Mentre la crescita economica prosegue, la strategia di Mercatino si concentra sull’innovazione e sul consolidamento della sua community.
Marketing creativo e riuso: per il 2026, l’azienda sta lanciando iniziative di marketing non convenzionali e di fidelizzazione. È imminente il lancio del Calendario 2026 “L’Arte del Riuso”, una campagna mirata specialmente ai primi 5.000 clienti del nuovo anno. Questa iniziativa non è solo un regalo, ma un vero strumento di engagement con contenuti mensili dedicati alla riutilizzazione e alla cultura della sostenibilità.











