Il percorso di digitalizzazione fiscale in Italia segna una tappa decisiva. Con l’introduzione della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, commi 74-77) e le successive modalità attuative definite dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 424470 del 31 ottobre 2025, il collegamento tra gli strumenti di pagamento elettronico (POS) e i registratori telematici (RT) è diventato obbligatorio. L’obiettivo è chiaro: garantire la piena tracciabilità dei pagamenti e blindare la coerenza dei dati trasmessi telematicamente rispetto alle transazioni effettuate, riducendo i rischi di evasione e le discrepanze tra incassi reali e dichiarati.
Un collegamento logico, non fisico
È fondamentale precisare che la normativa non impone necessariamente un’integrazione hardware immediata tra i dispositivi. Come chiarito dalle circolari applicative, si tratta di un collegamento logico/online che avviene tramite il portale “Fatture e Corrispettivi”. Attraverso l’associazione dei codici identificativi di POS e RT, il sistema dell’Amministrazione Finanziaria è in grado di incrociare i dati dei pagamenti tracciabili con i documenti commerciali emessi. Questo automatismo non sostituisce l’emissione dello scontrino, ma assicura la coerenza tra i flussi finanziari e i dati trasmessi telematicamente.
Il nodo del Franchising: i chiarimenti 2026
Uno dei punti più dibattuti riguarda le reti in franchising, specialmente nei casi in cui il terminale POS è intestato al franchisor (casa madre) ma utilizzato operativamente dal franchisee (affiliato).
Le FAQ pubblicate il 10 marzo 2026 hanno sciolto ogni riserva: l’obbligo di collegamento sussiste anche in queste configurazioni. Per gli affiliati che si trovano in questa situazione, la procedura prevede il censimento manuale del POS all’interno del proprio portale fiscale, qualora il dispositivo non risulti già presente nell’elenco precompilato. Questa precisazione, supportata dalle analisi di Edotto e dalle principali testate del settore, conferma che la regola vale per tutti, inclusi i punti vendita in affiliazione.
Casi di esonero e operatività
Sebbene l’obbligo sia esteso a quasi ogni attività di vendita al dettaglio, restano validi i casi di esonero già previsti per i soggetti non tenuti alla memorizzazione elettronica o per i terminali POS dedicati esclusivamente a operazioni certificate tramite fattura elettronica.
Dal punto di vista operativo, l’adeguamento richiede tre passaggi chiave:
- Verifica Hardware: accertarsi della compatibilità dei propri RT con le specifiche tecniche del Provvedimento 2025 ;
- Associazione sul portale: effettuare il censimento e l’abbinamento dei dispositivi nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate ;
- Procedure interne: formare il personale affinché la gestione dei pagamenti elettronici sia sempre allineata all’emissione del documento commerciale, evitando disallineamenti che potrebbero innescare controlli automatizzati.
Mettersi in regola entro le scadenze del 2026 è un passo che ogni titolare di attività deve mettere in agenda. Per chi lavora in franchising, non è solo una questione di rispettare l’ennesima norma, ma di evitare brutte sorprese: le multe per il mancato collegamento sono salate (vanno dai 1.000 ai 4.000 euro) e, nei casi più gravi, si rischia la sospensione della licenza. Inoltre riduce al minimo gli errori manuali, mettendosi al riparo da quei controlli automatici che oggi scattano appena il fisco vede una differenza tra l’incasso in banca e lo scontrino emesso.











