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Come aprire una lavanderia automatica a gettoni in Italia nel 2026?

5 Min. di lettura
persona che aspetta in lavanderia automatica

E’ un’attività che non conosce crisi, che non è stata intaccata dalla pandemia, e che cresce regolarmente in Italia negli ultimi anni. Complice la mobilità, una vita frenetica, la lavanderia automatica a gettoni è spesso preferita dalla lavatrice in casa da studenti, giovani, stranieri residenti per brevi periodi e residenti che vogliano lavare capi ingombranti.

Secondo businesscoot nel 2022 il mercato italiano delle lavanderie a gettoni è stato di circa 213 milioni di euro (nel 2020 era di 180 milioni), con un incremento medio annuo di circa l’ 8,8%. La maggiore concentrazione di lavanderie automatiche è in Lombardia, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna.

Come aprire una lavanderia a gettoni?

Per aprire una lavanderia a gettoni (self-service) non sono necessarie competenze avanzate né diplomi particolari, ma bisogna pianificare l’attività per evitare brutte sorprese.

1) Scegliere bene la zona

E’ uno dei punti cruciali. Meglio scegliere una città media o grande, zone molto frequentate abitate da studenti, lavoratori fuori sede e turisti. La lavanderia deve essere visibile dalla strada e facilmente raggiungibile a piedi e possibilmente vicina a fermate dei mezzi pubblici, residenze universitarie o strutture ricettive.

2) Scegliere il locale

La misura del locale dipende dall’ampiezza dell’investimento iniziale ma per un debutto è meglio non strafare (da 30 a 70 metri quadrati). Bisogna verificare, ovviamente, che nel locale si possano installare adeguati impianti idrici ed elettrici e sistemi di aerazione adeguati. Bisogna tenere conto che in genere la maggior parte della domanda è per i lavaggi (oltre la metà).

3) Ottenere i permessi

Bisogna trovare un locale adeguato, fare i lavori per gli impianti, ottenere la SCIA. Nell’ordine:

  1. Aprire la partita IVA sul sito dell’agenzia delle entrate o con un commercialista;
  2. Una volta trovato il locale adeguare gli impianti idrici, elettrici e di ventilazione (rivolgersi alla ASL locale per sapere quali regole vanno rispettate) ed ottenere i certificati di conformità degli impianti;
  3. Recarsi al comune con i certificati di conformità e tutto il resto della documentazione (planimetria, partita IVA etc…) e presentare la SCIA, la dichiarazione di inizio attività, allo sportello preposto.

4) Pubblicizzare la lavanderia automatica

Essere su Google maps con delle belle recensioni ben visibili è un must have. Così come lo è avere una bella insegna. La pubblicità prima dell’apertura può correre sui canali social o rivolgersi a un target ben preciso: lo studentato più vicino, i B&B della zona etc… con questi si possono anche stipulare delle convenzioni.

Aprire una lavanderia automatica da indipendenti o in franchising?

Le due strade presentano vantaggi e limiti:

  • Da indipendenti:
maggiore libertà di scelta su macchinari e fornitori, costi iniziali potenzialmente più bassi, ma gestione più complessa, assenza di un brand noto, di passaggio del know-how etc….

  • In franchising:
formula “chiavi in mano”, supporto nella scelta del locale, macchinari inclusi, assistenza tecnica e marketing. In cambio, si pagano diritto d’ingresso e/o royalty.

In Italia opera in franchising Nordest Wash, che propone soluzioni modulari per lavanderie self service e affiliazioni con diversi livelli di investimento. Anche Wash & Dry ed Expresswash sono catene consolidate, così come Bloomest laundry: le lavanderie a gettone con macchine Miele.

Nordest wash è un franchising consolidato in Italia che offre servizi classici. Ma osare si può anche in questo settore, sempre più di moda sono le laundry coffe, delle lavanderie automatiche in cui si attende comodamente seduti, sorseggiando una bevanda e leggendo un libro.

Quanto costa aprire una lavanderia automatica?

Aprire una lavanderia automatica può costare, da indipendenti, per un locale piccolo-medio senza plus tra i 40mila euro almeno e i 70mila euro:

  • Affitto locale – 1000 euro mensili più 2mila di cauzione = 3mila euro;
  • Macchinari : 5 lavatrici e 3 asciugatrici grandi professionali = 40mila euro;
  • Impianti idraulici elettrici e di ventilazione = almeno 6mila euro;
  • Gettoneria (300 euro per macchina) = tra 800 euro con gettoniera centralizzata e 2400 euro circa per le soluzioni più moderne con app cashless;
  • Pubblicità = 500 euro.

Se si apre in franchising a questi costi bisogna aggiungere 5000-15mila euro circa di spese di affiliazione più le royalties. In cambio spesso si ha il trasferimento del know-how e il sostegno alla progettazione della lavanderia, assistenza tecnica e il vantaggio di lavorare per un brand conosciuto.

La redditività di una lavanderia automatica

Considerando un business base in Italia in una città media e una lavanderia di 5 lavatrici con un passaggio di 15 clienti al giorno che spendano almeno 6 euro l’uno, possiamo stimare un:

  • incasso giornaliero minimo di 90 euro e fino a 300 euro;
  • un incasso mensile di almeno 2700 euro e fino a 9000.

Le spese fisse sono di almeno 1900 euro (1000 euro di affitto più circa 600 euro di elettricità e acqua più 300 euro di manutenzione e detergenti) e sono generalmente prevedibili. Il break-even per un business che funzioni bene potrebbe essere raggiunto in 2-3 anni.

Per garantire la riuscita del business bisogna assicurarsi un’alta frequentazione quindi è sconsigliato aprire in un piccolo villaggio, mentre è consigliato lanciarsi in zone turistiche e quartieri studenteschi. Altri elementi chiave: macchine efficienti a risparmio energetico e vendita di detergenti et similia, i ricavi mensili possono arrivare anche a 10mila euro (prima delle tasse) considerando una spesa per il servizio compresa tra i 5 e i 13 euro a passaggio.

Da sapere:

Per aumentare la redditività della tua lavanderia automatica puoi integrare un servizio di locker per pacchi e consegne intelligenti. In Italia esistono già reti di locker automatici per la consegna e il ritiro di pacchi (come quelli di Amazon, InPost o Locker Italia di Poste/DHL) installati in supermercati, università, stazioni e punti commerciali, e sempre più richiesti dagli utenti per ritirare o spedire i propri acquisti online in modo comodo e indipendente.

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