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Vuoi aprire un’attività nel 2026 ma non sai cosa scegliere? Ecco 11 idee da considerare

10 Min. di lettura
uomo creativo in ufficio con cuffie e taccuino

Hai mai pensato di metterti in proprio senza sapere da dove partire? Se non hai un know-how specifico, il segreto è puntare su attività che richiedono piccoli investimenti iniziali. Ecco 11 servizi ad alta richiesta nel 2026: idee concrete che potrebbero cambiarti la vita e darti finalmente l’indipendenza che desideri.

1) Aprire un ristorante in casa o avviare un servizio di delivery

Ti piace cucinare, ma non hai un budget per aprire un ristorante? L’home restaurant o la dark kitchen potrebbero fare al caso tuo.

Home restaurant: cos’è e cosa serve per aprirlo?

Con Home restaurant intendiamo l’organizzazione di pranzi e cene a casa propria, cucinando per degli estranei, in cambio di un pagamento che può variare a seconda del menù. È possibile raggiungere un guadagno medio di 60-70 euro a coperto.

Cosa serve per aprire un ristorante in casa? L’iter burocratico

Nonostante l’assenza di una legge specifica, l’home restaurant deve garantire elevati standard igienico-sanitari e il rispetto del protocollo HACCP, inclusi eventuali adeguamenti strutturali della cucina. Se i ricavi rimangono sotto i 5.000 euro annui, l’attività è considerata occasionale. Oltre questa soglia, l’impresa perde il carattere di “hobby”: diventa obbligatorio aprire la partita IVA e presentare la SCIA comunale, seguendo un iter burocratico sovrapponibile a quello di un ristorante tradizionale.

Per avviare un’attività di successo, sarà necessario anche preparare una buona strategia a livello social che possa farti conoscere. Il resto lo farà il talento e il passaparola.

La moda delle dark kitchen: perché convengono?

Con Dark kitchen ci riferiamo alle attività specializzate nel delivery. La moda è esplosa con la pandemia del Covid-19, ma persiste tuttora. Può diventare un lavoro redditizio, perché:

  • necessita di un investimento tra 30.000 e 100.000 euro, vista l’assenza di una sala per i clienti;
  • è possibile aprire un ristorante delivery in franchising, abbassando ulteriormente le spese;
  • non sarà necessario assumere del personale per servire ai tavoli. Bisognerà però trovare dei rider o iscriversi a una delle piattaforme di delivery, come Just Eat e Glovo. La seconda opzione ti permetterà di avere maggiore visibilità.

Per il resto, le dark kitchen sono attività abilitate alla somministrazione di alimenti e di bevande al pubblico e pertanto chi decide di aprirne una deve:

  • rispettare i requisiti a livello burocratico;
  • ottenere l’agibilità del locale, superando il sopralluogo di ASL e Vigili del fuoco;
  • osservare le norme igienico-sanitarie previste dalla legge.

2) Aprire un Bed & Breakfast

Hai delle stanze extra nella tua abitazione oppure un immobile vuoto in una località turistica, ma non sai come sfruttarli? Trasformarli in un B&B è una scelta vincente: i viaggiatori li preferiscono agli hotel per il risparmio e l’immersione nelle tradizioni locali.

Le norme che regolano l’apertura di un Bed & Breakfast variano a livello regionale. Esistono però degli aspetti ricorrenti:

  • è necessario presentare la SCIA;
  • gli immobili devono rispettare i requisiti urbanistico-edilizi, igienico-sanitari e di sicurezza;
  • le camere (massimo 2-6 a struttura) devono avere accesso indipendente e disporre degli arredi essenziali (letti, comodini, armadi). Superato un certo numero di posti letto, è necessario avere un bagno per ogni camera con sanitari e comfort minimi;
  • deve essere garantita la pulizia quotidiana degli ambienti e la colazione, tramite alimenti confezionati se non si dispone delle autorizzazioni per la manipolazione di cibo e bevande.

Per aprire un B&B è necessaria la partita IVA?

Dipende dal B&B, se è a conduzione familiare o imprenditoriale. Nel primo caso non servono l’apertura della partita IVA e tutti gli iter burocratici connessi, a condizione che l’attività sia svolta occasionalmente. Per gli affittacamere, invece, è sempre necessaria la partita IVA e l’iscrizione al Registro delle Imprese.

3) Aprire un’impresa di pulizie per privati e aziende

La pulizia degli ambienti è una necessità e molte persone cercano supporto per le proprie case o imprese. Aprire una ditta di pulizie, quindi, potrebbe essere la soluzione che stai cercando, visto che non è necessario avvalersi di una sede fisica, di strumentazioni costose e di un team numeroso.

I costi per aprire un’impresa di pulizie dipendono dalla:

  • forma giuridica (es: ditta individuale, SNC o SRL);
  • specializzazione (pulizia residenziale, vetri, tappezzeria, industrie, straordinaria).

Per abbattere l’investimento, conviene optare per la ditta individuale e la pulizia residenziale: le spese burocratiche e legate all’acquisto delle attrezzature non superano le poche migliaia di euro.

Sotto il profilo dei ricavi, con uno o due addetti il fatturato mensile può oscillare tra 3.000 e 6.000 euro. Imprese più strutturate, che dispongono di più personale e macchinari per interventi complessi, possono raggiungere facilmente 10.000 – 15.000 euro al mese.

Documenti e passaggi per aprire un’impresa di pulizie

Chiunque desideri aprire un’attività come questa deve:

  • registrare la Partita IVA. I codici ATECO più usati sono l’81.21.00 (pulizia non specializzata degli edifici), l’81.22.00 (pulizia specializzata di edifici, impianti e macchinari industriali), l’81.23.10 (per sanificazione, disinfezione e disinfestazione);
  • iscriversi al Registro delle Imprese, all’INPS e all’INAIL;
  • presentare la SCIA al Comune;
  • sottoscrivere un’assicurazione RC professionale per coprire danni 

4) Aprire un’agenzia immobiliare

L’aumento attuale di compravendite e locazioni rende appetibile la carriera di agente immobiliare. Potresti lavorare sia come autonomo, collaborando con delle aziende, sia aprendo la tua agenzia immobiliare.

Per operare nel settore, occorre essere maggiorenni, diplomati e superare l’esame per il patentino CCIAA, oppure nominare un preposto abilitato. L’iter burocratico prevede l’apertura della partita IVA (con codice ATECO 68.31.00), l’iscrizione al Registro per le Imprese e al REA, la presentazione della SCIA e la sottoscrizione di un’assicurazione professionale. L’investimento iniziale oscilla tra 20.000 e 50.000 euro, ma dipende sostanzialmente dal tipo di agenzia che desideri avviare, se ibrida o online.

Per abbattere i costi senza rinunciare all’autonomia, l’affiliazione a una rete franchising come Realty Plus rappresenta una soluzione strategica: con oltre 20 anni di esperienza, offre modelli flessibili, supporto tecnologico e formazione costante, facilitando una crescita imprenditoriale in un mercato altamente competitivo.

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5) Aprire un centro estetico

Aprire un centro estetico rappresenta un sogno per molti, ma richiede impegno per smarcare la concorrenza e un budget di partenza.

È indispensabile il diploma di estetista (o che lo possieda almeno un membro del team), l’apertura della partita IVA con codice ATECO 96.02.02 e la presentazione della SCIA. Il locale, di proprietà o in affitto, deve tassativamente rispettare i requisiti igienico-sanitari dell’ASL e disporre di macchinari certificati.

L’investimento può essere compreso tra 30.000 e 100.000 euro. Per abbassare molto i costi, è possibile aprire un centro estetico in franchising, con una spesa iniziale di 10.000-20.000 euro. In questo caso potrai usufruire:

  • della notorietà del brand per farti conoscere velocemente e recuperare l’investimento;
  • dei loro corsi di aggiornamento per offrire un servizio al passo con le esigenze della clientela.

Di contro, non potrai proporre trattamenti diversi e all’avanguardia, limitando le tue possibilità di emergere, specie in un quartiere dove la concorrenza è elevata.

6) Aprire un asilo per cani

Secondo l’ISTAT, il 22,1% delle famiglie italiane ha almeno un cane. Prendersene cura, però, è impegnativo: essendo animali sociali, soffrono la solitudine prolungata, necessitano quotidianamente di passeggiare e giocare. Le loro esigenze, quindi, mal si adattano alla vita dei lavoratori che passano moltissime ore fuori casa. Sempre più famiglie sono alla ricerca di dog sitter o asili per cani.

Aprire un asilo per cani risulta essere un’opzione redditizia, perché consente di prendersi cura di più cani contemporaneamente. L’investimento iniziale non è bassissimo (30.000-50.000 euro), specie se non si possiede già uno stabile adeguato con spazi esterni annessi. Ma i guadagni sono assicurati: per ogni cane, è possibile chiedere in media dai 20 ai 35 euro al giorno.

Ma di cosa hai bisogno? Le normative che regolano l’apertura di un asilo per cani sono solitamente comunali o regionali. Sicuramente sarà necessario aprire la partita IVA, iscriversi al Registro per le Imprese, presentare la SCIA e chiedere il Nulla Osta alla ASL locale.

Chiunque può aprire un asilo per cani?

, ma è necessario che nel team ci sia almeno una figura con competenze a livello cinofilo. Diventare educatori e/o istruttori è caldamente consigliato.

7) Organizzare eventi per bambini

Le feste per i più piccoli non sono più solo festoni, palloncini e buffet con pizzette e panini, ma veri e propri eventi personalizzati, pensati per soddisfare le esigenze del festeggiato e dei suoi ospiti. Vista la nuova tendenza, è apparsa anche in Italia la figura dei party planner per bambini. Il lavoro può fare gola a molti perché per iniziare non serve nessun investimento particolare.

Per diventare un organizzatore di eventi per bambini è necessaria:

  • l’apertura della partita IVA (codice ATECO 93.29.90);
  • l’iscrizione alla Camera di Commercio;
  • la stipula di un’assicurazione RC per la tutela dei minori;
  • la presentazione della SCIA ma solo se è prevista una sede;
  • la richiesta del certificato HACCP se si gestisce direttamente il buffet.

Per il resto bisogna essere creativi. Possedere delle certificazioni come organizzatore di eventi, educatore/animatore e di pronto soccorso pediatrico ti permetterà di differenziarti sul mercato, trasmettendo estrema professionalità e sicurezza alle famiglie.

8) Avviare un servizio di lavaggio auto a domicilio

Pensi che lavare la macchina sia rilassante? Potresti farlo diventare il tuo lavoro offrendo un servizio di lavaggio automobili a domicilio, ideale per quei clienti che vogliono comodità e accuratezza, ma a costi contenuti.

Facendo un raffronto con un autolavaggio “tradizionale” o self-service, si tratta di un’attività all’avanguardia dal punto di vista ecologico ed economico. L’investimento iniziale richiede poche migliaia di euro, per le pratiche burocratiche e l’acquisto di detergenti, pezze e secchi. È consigliato però creare un proprio sito internet o un’app per farsi conoscere dai futuri clienti. Per abbattere questi costi, è possibile anche aderire a una rete franchising, che sostenga queste spese al tuo posto in cambio di una fee d’ingresso e delle royalties mensili.

9) Offrire servizi di decluttering e organizzazione della casa

Le case degli italiani sono sempre più piccole, quindi ottimizzare gli spazi è fondamentale. In questo scenario, si colloca la figura del professional organizer, specialista nel mettere ordine.

Anche intraprendere questa carriera non comporta investimenti iniziali, se non i costi collegati alle pratiche burocratiche e al piano di comunicazione e marketing necessario per farsi conoscere. Sebbene non sia obbligatorio, è consigliato:

In media, un professional organizer può richiedere circa 65 euro all’ora per una consulenza in presenza. Con un’attività ben avviata, quindi, si può arrivare a fatturati da capogiro, fino a 50.000 euro all’anno.

10) Offrire un servizio di ripetizioni private e doposcuola

Quello delle ripetizioni è il mestiere ideale per “arrotondare”, ma se ben strutturato può trasformarsi in un vero lavoro. Per avviare la professione non serve molto: sotto i 5mila euro di fatturato annuo, è considerata una prestazione occasionale. Per guadagni superiori, sarà necessaria l’apertura della partita IVA con codice ATECO 96.09.09 o 96.99.99.

Per distinguersi dalla massa è consigliato possedere:

  • titoli di studio (specie in discipline STEM); 
  • specializzazioni per l’insegnamento a bambini e ragazzi con disturbi dell’apprendimento (DSA);
  • una polizza professionale per la tutela dei minori.

Anche la creazione di un profilo social, di un sito internet o il volantinaggio possono aiutarti a trovare i clienti.

Parlando di guadagni, un professionista può richiedere 7-15 euro all’ora per ogni alunno. Optare per l’insegnamento online, evitando spostamenti, potrebbe aumentare i ricavi giornalieri, in cambio bisognerà abbonarsi a piattaforme web che permettano i collegamenti con gli studenti.

L’apertura di un doposcuola è più onerosa e richiede: 

  • un locale idoneo dal punto di vista della sicurezza e igienico-sanitario;
  • l’invio della Scia comunale;
  • costi di gestione (affitto/mutuo, utenze).

11) Aprire una lavanderia a gettoni

Tra le attività che non conoscono crisi ci sono le lavanderie. Sta prendendo piede, specialmente nelle grandi città turistiche o universitarie, la formula “a gettone”, che permette di lavare e asciugare capi ingombranti a pochi euro. Vivi vicino a un’università? Questa potrebbe essere la tua occasione.

Per aprire una lavanderia a gettoni non sono necessarie conoscenze o documentazioni particolari. Dovrai solo trovare un locale idoneo dal punto di vista idrico, elettrico e degli impianti di ventilazione, oppure adeguarlo per chiedere i certificati di conformità. Per il resto dovrai come sempre aprire la partita IVA e presentare la SCIA.

È necessario fare un investimento iniziale di 40.000-70.000 euro per l’affitto o l’acquisto di un locale, lavatrici e asciugatrici, detergenti e prodotti per il bucato. È possibile aprirla anche affiliandosi a una rete franchising per abbattere i costi legati alle campagne marketing e alla gestione e manutenzione dei macchinari. I guadagni mensili possono raggiungere i 9000 euro, se l’attività è avviata.

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