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Come aprire un’agenzia immobiliare nel 2026? Requisiti, incentivi e costi

9 Min. di lettura
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Solo nell’ultimo trimestre del 2025, sono state vendute poco più di 218 mila abitazioni, mentre i nuovi contratti di locazione sono stati 278 mila (dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate). Questi numeri possono far gola a tutti coloro che desiderano lanciarsi nell’imprenditoria. Ma aprire un’agenzia immobiliare non è così semplice come si può immaginare: il nuovo imprenditore deve rispettare determinati requisiti personali e burocratici, fare un buon business plan per evitare di fare investimenti azzardati, conoscere eventuali agevolazioni collegate all’attività immobiliare.

I passaggi da seguire per aprire un’agenzia immobiliare

Per poter aprire un’agenzia immobiliare nel 2026, come abbiamo già detto, è necessario che l’aspirante imprenditore soddisfi alcuni requisiti personali, professionali e burocratici. Vediamoli nel dettaglio.

1) Requisiti personali

Tutti coloro che desiderano aprire un’agenzia immobiliare o diventare agente immobiliare, devono:

  • essere maggiorenni;
  • essere cittadini italiani, europei o in possesso di un regolare permesso di soggiorno;
  • aver conseguito almeno un diploma di scuola secondaria di secondo grado o titolo paritario (anche estero);
  • essere in possesso di tutti i diritti civili;
  • non avere condanne.

2) Corso e patentino CCIAA

Bisogna poi essere in possesso di alcuni requisiti professionali. L’aspirante agente immobiliare dovrà, infatti, aver sostenuto un corso di almeno 200 ore, riconosciuto dalla Regione. Al termine, sarà obbligato a superare un esame, organizzato dalla Camera di Commercio competente, composto da prove scritte e orali, che gli permetterà di ottenere il cosiddetto “patentino”, cioè l’abilitazione per fare l’agente in affari di mediazione (Legge 39/1989).

Quali sono le materie d’esame?

Durante le prove di valutazione, il candidato dovrà dimostrare di avere conoscenze sufficienti: sulla normativa che regola la professione di mediatore, di diritto civile e tributario (in particolare su materie relative agli immobili e agli adempimenti fiscali connessi), sulle pratiche e nozioni che riguardano il settore immobiliare. Nel corso dell’esame orale, la discussione potrebbe vertere anche sulle tendenze del mercato attuale. Tutti questi argomenti vengono comunque normalmente affrontati durante i corsi professionalizzanti.

Per ricevere ulteriori informazioni, consigliamo di contattare la Camera di Commercio competente a livello territoriale ancora prima di intraprendere questa avventura, così che possa fornire agli aspiranti agenti immobiliari tutte le informazioni necessarie sui corsi autorizzati, le date di esame e gli argomenti di studio.

Il patentino é obbligatorio per poter aprire un’agenzia immobiliare?

In realtà non è necessario, purché il proprietario voglia solo finanziare il progetto, senza lavorare come mediatore immobiliare. Se si vuole quindi aprire un’agenzia immobiliare senza patentino, c’è bisogno di trovare un agente abilitato che diventi preposto. Senza questa figura sarebbe impossibile operare sul mercato italiano legalmente.

3) Apertura della partita IVA e creazione della società

Una volta superato l’esame, il neo-agente immobiliare è pronto per avviare concretamente la sua attività. Ecco i passaggi necessari per completare l’iter burocratico.

Innanzitutto, dovrà aprire la partita IVA: per l’attività di agente immobiliare, il codice ATECO è il 68.31.00. Contestualmente dovrà decidere il regime fiscale tra forfettario e ordinario. La scelta dipende dal tipo di progetto che si vuole attuare e quali ricavi sono previsti.

Sarà necessario indicare che tipo di società aprire, per esempio ditta individuale o Società a Responsabilità Limitata (SRL).

4) Apertura della posizione INPS e stipula dell’assicurazione

Come tutti, anche gli agenti immobiliari devono pagare i contributi previdenziali. È necessaria quindi l’iscrizione alla Gestione Separata dell’INPS per il proprietario ed eventuali collaboratori, nonché l’apertura della relativa posizione INAIL, contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Inoltre, ogni agente immobiliare è tenuto a sottoscrivere un’assicurazione di responsabilità civile professionale con lo scopo di tutelare i clienti e gli operatori stessi da eventuali danni derivanti dall’attività di mediazione.
Qualora l’agenzia si dovesse avvalere di lavoratori dipendenti, dovrà preoccuparsi di inquadrarli in maniera corretta sia a livello contributivo sia assicurativo.

5) Iscrizione al Registro delle imprese e presentazione della SCIA

Ogni agente immobiliare, per poter operare legalmente sul mercato, oltre a possedere il patentino, deve essere iscritto al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio locale e al Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative (REA).

Prima di aprire ufficialmente l’agenzia, l’imprenditore deve presentare la Segnalazione Certificata Inizio Attività (Scia) al Comune competente, presso lo sportello SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive). Questo documento di fatto autocertifica che il proprietario possiede tutti i requisiti richiesti per avviare l’attività. Dopo l’invio, è possibile aprire l’agenzia, senza aspettare autorizzazioni ufficiali.

Affidati a dei professionisti!

Gli aspetti a cui badare per aprire un’agenzia immobiliare sono tanti e talvolta complessi, soprattutto per chi è alla sua prima esperienza imprenditoriale. Avvalersi della consulenza di un professionista (es: commercialista) può fare la differenza in questa fase, per non commettere errori.

6) Scelta del locale

Ultimo ma non meno importante, sarà necessario trovare il locale adatto per la nuova attività.

La scelta del posto potrà avere un’influenza anche su eventuali guadagni (potenzialmente maggiori in città grandi, come Milano e Roma) e sul tipo di specializzazione dell’agenzia (per esempio nelle località balneari, è preferibile concentrarsi sui contratti di affitto a breve termine o stagionali). Quindi non è possibile lasciare questa decisione al caso.

In linea generale, il locale ideale dovrebbe essere:

  • al pianterreno con accesso sulla strada e possedere una o due vetrine per esporre gli annunci;
  • in una zona di passaggio, così che più persone possano trovarlo;
  • abbastanza grande da poter contenere un paio di postazioni per accogliere i clienti (almeno 40 m²).

Ѐ davvero necessario avere una sede fisica per l’agenzia immobiliare?

Saper stringere un rapporto con i clienti, basato sulla fiducia, è una delle principali qualità che un agente immobiliare dovrebbe possedere. Disporre di una sede fisica può aiutarlo in questo scopo.

Al giorno d’oggi, però, non è più di vitale importanza: molti imprenditori decidono di optare per un’agenzia immobiliare online, anche per abbattere i costi legati all’investimento iniziale. Sarà ovviamente necessario investire molto sulla costruzione di un sito internet ben indicizzato e su una campagna social efficiente. L’aggiunta di un’app per mobile è un servizio sempre molto apprezzato dagli utenti.

La migliore soluzione resta l’apertura di un’agenzia immobiliare ibrida che disponga quindi di una sede fisica e di un sito internet, per poter soddisfare le esigenze di una clientela giovane e tecnologica, ma anche più in là con l’età.

È possibile aprire un’agenzia immobiliare in franchising?

Assolutamente sì, e talvolta è anche la scelta più conveniente per abbattere i costi. Il franchisor solitamente:

  • aiuta l’aspirante proprietario nella scelta del locale, dell’arredamento, delle apparecchiature tecnologiche;
  • finanzia le prime campagne pubblicitarie locali e permette di usufruire di quelle nazionali e di tutti i vantaggi collegati a un brand conosciuto e strutturato;
  • si preoccupa di garantire la formazione continua a collaboratori e dipendenti.

Di contro, se si decide di percorrere questa strada, bisogna rinunciare a una parte di autonomia decisionale. Ma rispetto ai benefici, spesso risulta essere comunque la soluzione migliore per sostenere i costi e raggiungere guadagni soddisfacenti. Nonostante questo, entrare a far parte di una rete franchising non è gratis: l’agenzia immobiliare dovrà pagare alla casa madre delle royalties periodiche e una fee d’ingresso, che varia a seconda della località e del tipo di agenzia che si desidera aprire.

In Italia ci sono molti gruppi immobiliari di grande successo: Tecnocasa (fatturato al 2024 di 196.295.000 euro) Tempocasa (fatturato al 2025 di 70.000.000 di euro), Gabetti (108.500.000 euro di fatturato), RE/MAX (fatturato aggregato superiore a 120.000.000 di euro nel 2025). Se vuoi entrare a far parte della loro rete di franchising, ti conviene contattare direttamente queste aziende per chiedere informazioni.

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Quanto costa aprire un’agenzia immobiliare nel 2026?

L’investimento iniziale complessivo parte generalmente dai 20mila euro, fino ad arrivare ai 50mila euro, ma può essere ancora maggiore per sedi di grandi dimensioni e se si sta aprendo l’agenzia senza l’appoggio di un franchisor.

Costo per aprire un’agenzia immobiliare in autonomia

Aprire un’agenzia indipendente significa avere totale libertà decisionale sul brand. Ma questo ha un costo, come vediamo in questa tabella:

CategoriaCosto Stimato nel 2026Commento
Allestimento e Burocrazia15.000€ – 50.000€Costi obbligatori.
Digitalizzazione e Marketing8.000€ – 12.000€Spesa necessaria per farsi conoscere dai clienti e garantire la propria presenza anche online.
Formazione e Skill3.000€ – 5.000€Costi per l’aggiornamento professionale del personale affinché sappia rispondere alle esigenze della clientela.
Costi di gestione1.500€ – 3.000€/meseQueste spese riguardano le piattaforme per la gestione di immobili e clienti e gli abbonamenti ai portali immobiliari (es: Idealista).

Costo per aprire un’agenzia immobiliare in franchising

Alcuni costi legati all’apertura in franchising possono risultare più contenuti: diverse spese operative, indicate nella tabella precedente, sono infatti coperte dalla casa madre in cambio della fee d’ingresso e delle quote mensili. Tuttavia, il costo complessivo iniziale e le royalty possono variare da caso a caso e, a volte, risultare superiori rispetto a un’apertura indipendente.

Conviene aprire un’agenzia immobiliare nel 2026?

Assolutamente sì. Nel 2025 il mercato immobiliare italiano ha subito un incremento rispetto al 2024 del 6,5% per quanto riguarda le compravendite residenziali e del 3% per il numero di contratti di locazione. Questo è quello che riporta il recente Report FIAIP Monitora Italia, elaborato dal Centro Studi FIAIP, in collaborazione con ENEA e I-Com. Lo studio prevedeva un trend positivo anche per il 2026, che di fatto pare finora confermato.
L’importante è fare ogni investimento con criterio e dopo aver analizzato la concorrenza e i rischi d’impresa. Per aiutare i neo-imprenditori, comunque, Stato e Regioni prevedono una serie di incentivi e agevolazioni.

Incentivi e bonus previsti

Sebbene non si possa aprire un’agenzia immobiliare “senza soldi”, esistono diversi incentivi e contributi a fondo perduto, al 100% o parziali, che possono alleggerire l’investimento iniziale.

Per citarne alcuni, ricordiamo: 

  • Resto al Sud 2.0, che promuove la nascita di nuove iniziative imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo nei territori del Mezzogiorno. L’incentivo è totalmente a fondo perduto ed è rivolto ai giovani tra i 18 e i 35 anni non ancora compiuti, attualmente non impegnati in nessuna attività lavorativa;
  • ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero è l’incentivo per la creazione e lo sviluppo di imprese in tutta Italia a prevalente partecipazione giovanile (uomini tra i 18 e i 35 anni) o femminile (senza limiti di età). È rivolto a imprese costituite da non più di 60 mesi o persone fisiche che vogliono costituire una nuova impresa. Le agevolazioni coprono fino al 90% delle spese e prevedono un mix di contributo a fondo perduto e di finanziamento a tasso zero da rimborsare in 10 anni.

Consigliamo chiunque volesse avviare un’attività immobiliare di consultare anche i siti internet delle Regioni. Spesso sono disponibili bandi per agevolare:

  • l’apertura di piccole imprese;
  • l’acquisto di macchinari o strumenti necessari (come i software di gestione immobiliare).

Potenziali guadagni

I guadagni di un’agenzia immobiliare dipendono dal numero di mandati acquisiti e di mediazioni concluse, oltre che dalla percentuale di provvigione applicata. In media, in Italia le provvigioni si aggirano tra il 2% e il 4%. Per fare un esempio pratico, se l’agenzia è riuscita a vendere un immobile a 375.000 euro, con una provvigione del 4%, avrà un ricavo di 15.000 euro. Ovviamente parte dei ricavi viene reinvestita periodicamente per pagare le spese di gestione, eventuali stipendi, affitti o mutui.

Fare una buona analisi di mercato iniziale, calibrare gli investimenti e scegliere la tipologia di agenzia giusta in base alla zona e al tipo di clientela quindi risulta essere fondamentale per ottenere dei guadagni elevati. Un agente immobiliare in gamba può, infatti, arrivare a percepire tra i 20.000 e i 50.000 euro all’anno, mentre un’agenzia ben strutturata, con un buon portafoglio clienti e specializzata nella vendita di beni di lusso, può facilmente superare i 100.000 euro di fatturato annuo.

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